Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Filippo Rossi & C. fuori dalla maggioranza

Andrea Niccolini
  • a
  • a
  • a

Viva Viterbo fuori dalla maggioranza e ritiro delle deleghe all'assessore Barelli. E' lo scenario che martedì sera a Palazzo dei Priori, dove è andata in scena l'approvazione del bilancio, prefiguravano molti consiglieri, sia del Partito democratico che della lista civica Oltre le mura. L'ultima parola spetterà al sindaco Michelini, tuttavia sembra che sia stata consumata la rottura definitiva. Se ne saprà di più nelle prossime ore. A far degenerare la situazione la decisione di Filippo Rossi, nel pomeriggio, di discutere gli emendamenti, tra cui uno per la destinazione di 400mila euro al Teatro dell'Unione, presentati alla vigilia della maratona consiliare e che il sindaco aveva chiesto (così come fatto con le altre forze di maggioranza) di ritirare in nome di un equilibrio generale di cui si sarebbe fatto garante. Ma dopo i violenti attacchi di Rossi sferrati all'indirizzo della giunta nelle ultime settimane, che gli eventi stessero precipitando lo si era intuito in mattinata, quando i due consiglieri del movimento civico avevano votato, contrariamente ai colleghi, alcune proposte della minoranza, in particolare quella di Fratelli d'Italia per installare una ruota panoramica a Pratogiardino. Durante la pausa pranzo, riunione d'urgenza della maggioranza, convocata dal sindaco per fare il punto della situazione. In questa sede, dove Pd e Oltre le mura si dice siano letteralmente scesi sul piede di guerra (“... il tempo - hanno detto - è scaduto. Rossi & C. vanno buttati fuori”), l'ultimo tentativo di salvare almeno le apparenze affidato a un messaggio chiaro a Maria Rita De Alexandris: ritiro degli emendamenti senza se e senza ma, a parte qualcuno dei più piccoli, come quello per la sistemazione della fontana di Pianoscarano, che sarebbe stato approvato. La tabella di marcia avrebbe comunque previsto l'apertura, da stamattina, della verifica, ma almeno si sarebbero evitate ulteriori “sceneggiate napoletane” nella Sala d'Ercole. Sceneggiate a cui invece, puntuale, Rossi non ha rinunciato, sebbene due giorni fa in un'intervista avesse dichiarato che gli emendamenti maggiori fossero solo provocazioni. Al rientro in aula prendeva infatti la parola e illustrava quello sull'Unione, dicendo che lo avrebbe ritirato se si fosse innescato un dibattito, salvo poi metterlo invece a votazione dopo una sequela di interventi. Risultato: bocciato. Stessa fine per gli altri, compreso uno sull'area camper.