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Mascherine non arrivate alla Regione Lazio, in azione la Finanza. Giallo sulle polizze fideiussorie

Il capo della protezione civile regionale, Tulumello

Andrea Niccolini
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Si fa sempre più brutto il pasticciaccio delle mascherine ordinate dalla Regione Lazio e mai arrivate a destinazione. Sulla vicenda hanno messo il naso Procura e Corte dei conti e la Guardia di finanza ha acquisito ieri della documentazione. All'indomani dell'audizione del vice di Zingaretti, Daniele Leodori, in commissione congiunta bilancio-protezione civile, è infatti scoppiato anche il giallo delle polizze fideiussorie a garanzia della fornitura dei presidi. Dalla Regione intanto assicurano che le Ffp3 e Ffp4, attualmente ferme - pare - all'aeroporto di Shanghai, dovrebbero prendere oggi il volo per arrivare in Italia domani. Da vedere tuttavia a questo punto la piega che prenderà la faccenda della polizza fideiussoria che la società fornitrice, la Eco Tech di Frascati, ha sottoscritto con la società Seguro Dhi Atlas, una compagnia off-shore con sede a Londra. Nel frattempo il quotidiano Il Tempo ha anche rivelato l'esistenza di un preventivo, datato 19 marzo, per l'acquisto da parte della Protezione civile di due milioni di mascherine Ffp2 e altrettanti di Ffp3, tutte a marchio 3M, a 2,53 euro a pezzo, con tempi di consegna dai 5 ai 10 giorni. Un prezzo più basso rispetto ai 3,60 euro proposti dalla Eco Tech per le Ffp2 e ai 3,90 per le Ffp3. La cosa singolare è che quel preventivo arrivava dalla società svizzera Exor, la stessa a cui poi si è rivolta la stessa Eco Tech. Una società, quest'ultima, che fino poche settimane fa produceva lampade a led. Come sono andate le cose è noto: i 7,5 milioni di mascherine - per una spesa di 35 milioni di euro - dovevano arrivare il 14 marzo e invece, se tutto va bene, arriveranno domani. Lo stesso Leodori ha ammesso in commissione che esiste un “problema Eco Tech”. E gli atti lo confermano: la Regione il 2 aprile, di fronte alla mancata consegna, revocava gli affidamenti alla società in questione, salvo rinnovarli una settimana dopo. Perché? Perché nel frattempo si era riaffacciato il nome della vecchia conoscenza Exor come nuovo fornitore della Eco Tech, e anche perché la Eco Tech si era impegnata, in caso di mancata consegna della merce, a presentare una fideiussione per garantire la restituzione dei 14 milioni ottenuti in anticipo. E' qui che si innesta il giallo della polizza, sottoscritta, secondo quanto riferito lunedì da Leodori in commissione, dalla Eco Tech con la Itc International Broker srls. Il sito Etruria News ha scoperto che però questa compagnia aveva disdetto il contratto. “Sono stato contatto da Paolo Antonio Balossi (direttore generale della Exor Sa) che è un mio cliente abituale – ha raccontato il broker Rosario Derine a ilfattoquotidiano.it –. Mi ha chiesto la cortesia di assicurare questo cliente che aveva acquisito da poco (la Eco Tech, ndr). Ho preferito non fargli fare il contratto con la compagnia con la quale lavoro di solito, così ho trovato questa Seguros Dhi-Atlas, con cui non avevo mai lavorato, che è una compagnia offshore che però ha anche una sede a Londra”. Il 18 aprile il caso mascherine esplode a livello nazionale e a quel punto Derine comunica alla Eco Tech e alla Regione Lazio che, stante i rischi, del contratto non se ne fa nulla. Ma alla fine la polizza fideiussoria per l'anticipazione pagata dalla Regione, anzi le polizze perché sono due, saltano fuori lo stesso: una da 10 milioni e l'altra da 4, per un totale di 14 milioni di euro assicurati. In pratica la Eco Tech, saltando l'intermediatore, è andata a bussare direttamente alla Seguros DHI Atlas. E ha ottenuto credito.