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Terapia intensiva, partono le donazioni

Annamaria Socciarelli
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Tutti uniti per l'eventuale riapertura del reparto di terapia intensiva presso l'ospedale Andosilla. L'appello, lanciato alcuni giorni fa sul Corriere di Viterbo, da Luciano Caregnato, presidente della onlus “Una mano al tuo ospedale”, sta riscuotendo un' approvazione generale in tutto il paese. Da un punto di vista politico sia la minoranza che la maggioranza, si sono espressi a favore della proposta considerata saggia e preziosa. Il sindaco Franco Caprioli ha inviato anche una lettera al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, sollecitando la riapertura del reparto ospedaliero falisco perché, in ottemperanza alle ultime disposizioni contenute nell'ordinanza regionale, “all'Andosilla sono disponibili i locali ed è presente personale medico e infermieristico in gran parte formato per svolgere le funzioni di area critica. Inoltre, il presidio ospedaliero civitonico potrebbe svolgere quelle funzioni di supporto degli ospedali di intervento come Belcolle a Viterbo in caso di necessità in un prossimo, immediato futuro”. Per approfondire leggi anche: civita castellana terapia intensiva coronavirus ospedale Andosilla riapertura reparto associazione "una mano al tuo ospedale" sindaco caprioli personale medico  Ma a mobilitarsi in grande stile è adesso la stessa cittadinanza, che ha capito l'estrema importanza della questione. Su iniziativa di Annalisa Faggiani, Elisa Russo, Francesca Di Donato e Leonardo Presciutti, circola su facebook un video che invita le persone di buona volontà a dare un contributo, anche da casa, a questo progetto così significativo, facendo una donazione all'associazione onlus “Una mano al tuo ospedale” (IBAN: IT98Q0832773030000000001711). “Sono molto felice - commenta il presidente della onlus Luciano Caregnato -, per la mobilitazione dell'opinione pubblica a favore del ripristino di posti letto nella terapia intensiva dell'Andosilla e dell'acquisto delle attrezzature necessarie. Mi auguro che sia la direzione della Asl di Viterbo che la Regione Lazio colgano favorevolmente questa grande opportunità che non solo, potrebbe essere utilissima in questo preoccupante e angosciante periodo dovuto all'epidemia di Coronavirus, ma nello stesso tempo potenzierebbe il nostro presidio ospedaliero. Qualora il reparto fosse riaperto e di nuovo operante infatti, sarebbe un valido apporto per i reparti di chirurgia e di medicina e permetterebbe di curare anche pazienti affetti da diverse e varie patologie”.