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Banca rapinata a Villanova, oltre ai tre banditi con il taglierino c'erano due complici in auto

Paolo Di Basilio
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Rapina in banca, caccia a cinque banditi. C'erano altre due persone ad aspettare i banditi fuori dalla Banca Lazio Nord di Villanova. Continua la caccia ai banditi che nel primo pomeriggio di mercoledì hanno assaltato l'agenzia. In un primo tempo sembrava che i malviventi si fossero allontanati a piedi dopo aver messo a segno il colpo. Invece alcuni testimoni hanno parlato ai carabinieri di un'auto scura che aspettava a motore acceso i banditi su una strada che sta di lato all'istituto. All'interno due persone che dunque facevano da palo. Ci sarebbero anche dei filmati che i militari stanno studiando per cercare di identificare i membri della banda. Gallery: Rapina a Villanova, le foto Dalle indagini se ne stanno occupando i carabinieri della Compagnia di Viterbo e il nucleo investigativo. Ad entrare in azione, da quello che sembra dai primi accertamenti, è stato un gruppo di malviventi del Sud Italia. Parlavano con uno spiccato accento campano e dunque gli accertamenti si stanno indirizzando verso i piccoli gruppi di rapinatori di quella terra. Non c'entrano nulla questa volta i romani che di solito sono protagonisti di questo tipo di colpi a banche o uffici postali. Secondo la ricostruzione emersa dai primi accertamenti erano le 15 di mercoledì 26 febbraio quando in banca sono piombati tre uomini. Tutti di media statura, uno dei tre un po' più alto. Indossavano tutti delle sciarpe appena sotto gli occhi e dunque sono difficilmente identificabili. Per approfondire leggi anche: Rapinata la banca di Villanova Hanno intimato ai clienti presenti (due) e agli impiegati (quattro) di chiudersi in bagno. Poi si sono diretti dietro agli sportelli della cassa ed hanno svuotato due cassetti. Circa 20.000 euro il bottino, ma ancora nel pomeriggio di ieri erano in corso le verifiche di cassa per quantificarlo con certezza. L'azione dei malviventi, durata al massimo 5 minuti, è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza ma, come detto avevano tutti il viso coperto. Ora bisognerà capire se, come avvenuto in altri casi, se attraverso dei software speciali i reparti scientifici sono capaci di ricostruire i loro volti.