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Continuano i bivacchi in piazza, ignorata l'ordinanza

Andrea Niccolini
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Viterbo, flop dell'ordinanza anti bivacco firmata a fine ottobre dal sindaco Giovanni Arena. Non è difficile imbattersi, soprattutto nel fine settimana, in gruppi di persone che “apparecchiano” in bella vista, sulla pubblica piazza, e consumano un pasto al sacco. Succede anche sui gradini del duomo e nell'area adiacente al palazzo dei papi, luogo simbolo della città. Qui bottiglie di birra a di acqua in plastica spuntano come funghi in autunno e i più incivili le abbandonano dove capita. Impossibile per gli uomini del comandante della polizia locale Mauro Vinciotti, così fanno sapere dal Comune, tenere sotto controllo l'intero centro storico e fare rispettare quanto stabilito dal primo cittadino. I vigili urbani del capoluogo, infatti, devono fronteggiare tantissime difficoltà dettate dal grave sottorganico in cui si trovano a operare e tra mille problemi è scontato che quello del “bivacco” diventa un fattore secondario. Così, a orario pasti, la città dei papi si presta nel suo complesso di muretti, gradini e monumenti storici a diventare la tavola di turisti e visitatori della domenica. L'ordinanza recita: “E' posto il divieto di mangiare e bere occupando, con alimenti, contenitori, sacchi, carte o altri oggetti, il suolo pubblico o a uso pubblico, le soglie, le pavimentazioni, i muretti, gli arredi urbani, i gradini posti all'esterno degli edifici pubblici e privati, scolastici e universitari, dei monumenti e dei luoghi di culto”. Previste multe tra i 25 e i 500 euro. L'iniziativa del divieto, che resterà in vigore fino al 6 gennaio, in concomitanza all'apertura del Christmas Village aveva spinto pezzi della stessa maggioranza a prendere le distanze. “Eccessivo per questa città, sbagliato farlo sotto le feste di Natale”, così Gianmaria Santucci aveva bollato il provvedimento del sindaco. Voci critiche si erano levate da più parti, fino a Elisa Bianchini dell'Usb che era arrivata a parlare di “un'ordinanza di attacco allo spazio pubblico”. Al fiume di critiche Arena aveva replicato che l'applicazione dell'ordinanza andava interpretata a seconda della gravità del fatto riscontrato e del contesto. Morale della favola tutto sembra destinato a rimanere come prima dell'ordinanza. In attesa che la materia passi per i lavori del consiglio comunale, dove nei prossimi mesi, è prevista la discussione e l'approvazione di un regolamento che contenga norme comportamentali atte a garantire la convivenza civile e il decoro su tutto il territorio comunale. Anche in quel caso rimarrebbe il problema di fondo: il controllo.