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Ponti e viadotti: 4 sorvegliati speciali nella Tuscia

Andrea Niccolini
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 Ponti e viadotti della Tuscia sono sicuri? La domanda si pone con forza dopo le piogge insistenti e il maltempo di questi giorni. L'Amministrazione provinciale è l'ente cui spetta la manutenzione dei collegamenti stradali. E' delle ultime ore una richiesta del gruppo consiliare provinciale di Fratelli d'Italia, Tuscia tricolore, fatta al presidente di Palazzo Gentili, Pietro Nocchi: “Esiste un censimento di ponti e viadotti e, nello specifico, in che condizioni strutturali si trovano?”, è la domanda rivolta da Fdi. Nocchi risponde: “Il ponte dell'Abbadia a Vulci, tra Montalto di Castro e Canino, è quello che più ci preoccupa e è anche l'intervento più oneroso”. Da tempo l'opera è stata puntellata con travi, dopo che era stato richiesto un intervento cautelativo. Ma sono necessari dei lavori più consistenti. Nocchi assicura che ci sono 700 mila euro messi a disposizione dal bilancio provinciale per mettere in sicurezza il ponte dell'Abbadia: “In attesa che arrivino i finanziamenti statali, vogliamo intervenire anche con risorse nostre: circa 700 mila euro. Dopo l'approvazione del bilancio andremo a sistemare il ponte più critico. Poi c'è il ponte di Blera. Ma altri sono sotto la nostra lente”. In ogni modo, oltre al ponte dell'Abbadia e a quello di Blera, menzionati da Nocchi, ce ne sono altri sotto controllo. Il più conosciuto è quello di Civita di Bagnoregio, il quale è monitorato in modo costante, soprattutto per via dei tanti turisti che lo attraversano. Sotto osservazione anche il ponte degli Eroi a Caprarola, costruito tra gli anni ‘50 e ‘60. Nell'estate del 2018 la Provincia incaricò una società specializzata per un'analisi approfondita. Il presidente della Provincia spiega che subito dopo il crollo del ponte di Genova il ministero delle Infrastrutture chiese a tutte le amministrazioni provinciali un resoconto di strade, ponti, viadotti e altro: “Il ministro Danilo Toninelli voleva sapere lo stato di salute delle opere pubbliche - precisa Nocchi -. Forse voleva metterci in difficoltà, credendo che le amministrazioni provinciali non fanno nulla. Invece, prima del 31 agosto 2018 mandammo una relazione sulle criticità infrastrutturali (anche scuole) in provincia, ma non abbiamo mai avuto risposta. Forse al ministero ancora devono finire di leggere tutte le pagine inviate dalle Province italiane”. Nocchi insiste su questo aspetto: “Come Upi (Unione delle Province italiane) abbiamo rimarcato più di una volta questa cosa: ‘Noi vi abbiamo inviato quanto richiesto, ma voi del ministero avete letto le relazioni?'. Così tante richieste che non so come farà il governo a finanziarle”. Infatti, nemmeno un euro è ancora arrivato nelle casse della Provincia di Viterbo. Nocchi precisa il finanziamento richiesto nel 2018 al ministero (opere cantierabili per il 2020): “Si tratta di 35 infrastrutture per un costo di 44 milioni 601 mila 440,21 euro”.