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Roma Nord, rischio chiusura: sabato corteo dei pendolari a Piazzale Flaminio

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Andrea Niccolini
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Una grande manifestazione pacifica per dire, stavolta ad alta voce, che la situazione sulla linea ferroviaria Roma-Civita Castellana-Viterbo non è più tollerabile. E' quella in programma per sabato alle ore 9.30 a piazzale Flaminio, davanti all'ingresso della stazione Roma Nord. E' stata decisa e annunciata venerdì sera durante un'affollata assemblea pubblica organizzata dal comitato dei pendolari al teatro Le Sede di Labaro. “Porteremo fischietti e striscioni, ci dobbiamo far sentire - ha detto il presidente del comitato Fabrizio Bonanni - . Per questo è fondamentale essere in tanti. La linea porta 70 mila persone, almeno in mille dovremo essere. Ognuno di noi, in questi giorni che mancano, faccia opera di proselitismo e convincimento. Dobbiamo far capire a tutti, anche ai più pigri e distratti, che se chiudono la Roma Nord il tessuto sociale da Sacrofano a Viterbo muore, le case si deprezzeranno e la gente se ne andrà dai nostri territori”. Il rischio chiusura, come ribadito da alcuni intervenuti all'assemblea, è più che mai concreto. Sulla ferrovia ex concessa pende come una mannaia la lettera-ultimatum che l'Ansf (l'Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria) ha inviato il 14 ottobre a Regione e Atac per chiedere il cronoprogramma dei lavori di ammodernamento e messa in sicurezza della tratta, ancora al palo, e per capire cosa sia stato fatto finora. “Il momento è drammatico - è stato detto - e per questo dobbiamo alzare la voce”. “Dobbiamo far capire a chi decide - ha aggiunto un altro pendolare - che la nostra non è più ordinaria insoddisfazione ma siamo incazzati neri”. Di qui a sabato sarà dunque mobilitazione massima per portare più gente possibile a piazzale Flaminio. Verrà fatta attività di volantinaggio paese per paese e quartiere per quartiere, di sensibilizzazione in tutti i luoghi - dalle casse dei supermercati ai social - e verranno coinvolte anche le reti degli studenti medi, sia della Tuscia che della provincia di Roma. E' stato sempre il presidente del comitato dei pendolari, Fabrizio Bonanni, a ripercorrere le tappe del calvario iniziato con l'incidente di Andria del luglio 2016 (stesso sistema di comunicazione a giunto telefonico utilizzato sulla Roma Nord) e culminato con le nuove prescrizioni imposte dal 1° luglio dall'Ansf, subentrata a Ustif nel controllo della sicurezza sulle ferrovie non connesse alla Rfi. “Dal 16 settembre, giorno di entrata in vigore dell'orario invernale - ha sottolineato Bonanni - è stato il delirio. La situazione sta velocemente precipitando e a nulla sembrano servire le richieste dei pendolari per avere un minimo di servizio pubblico, quello pagato con i 90 milioni di euro che la Regione versa ad Atac ogni anno. Quel servizio pubblico che paghiamo tutti con biglietti e abbonamenti, per poi ritrovarci gli autobus al posto dei treni, sapendo che un autobus non potrà mai sostituire un treno”.