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Talete, ondata di bollette pazze: centinaia di utenti in fila agli uffici

Andrea Niccolini
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Tornano le bollette pazze, scattano gli addebiti dei depositi cauzionali (non dovuti secondo le associazioni dei consumatori), e si rivedono le file chilometriche negli uffici della Talete. Negli ultimi giorni centinaia di cittadini viterbesi hanno preso letteralmente d'assalto gli sportelli di via Romiti per chiedere chiarimenti e rettifiche su importi elevati e in alcuni casi astronomici. Chi era in fila nelle mattinate di lunedì e martedì parla di animi parecchio surriscaldati, sia per il nervosismo delle lunghe attese sia per la stessa temperatura all'interno degli uffici causata dall'affollamento. La maxioperazione di recupero crediti - voluta dal nuovo presidente Andrea Bossola all'indomani dell'insediamento per rimettere in sesto i conti disastrati dell'azienda idrica - stavolta c'entra poco con le contestazioni. In molti casi si tratta di veri e propri errori materiali. “Ho ricevuto una bolletta assurda da 693 euro quando il mio consumo è stato sempre inferiore o di poco superiore ai 100 euro - racconta una utente, A. S. - . Negli uffici hanno ricalcolato l'importo e il risultato è stato zero. Ma i numeri della lettura del contatore riportati nella bolletta erano stranamente di tre cifre anziché delle solite 4: 795 anziché 1795 e 843 anziché 1843. Sono scomparsi dalla fattura ben 1.000 metri cubi di acqua da me pagati. L'operatrice ha detto che la macchina non prendeva le quattro cifre. E se un giorno mi addebiteranno quei mille metri cubi, non riportati in bolletta, ma che si leggono sul mio contatore, qualora un addetto ne rilevasse il consumo con una effettiva lettura? Non sono affatto tranquilla”. Lunedì in fila agli sportelli alle 11.45 c'erano 131 persone. Alcuni fuori dagli uffici per mancanza di spazio, un centinaio dentro. “Alle 12.40 una impiegata ha staccato la spina dell'erogatore dei numeri perché le abbiamo fatto notare che saremmo morti asfissiati se avessero chiuso le porte - ha raccontato L. M., un'altra utente sulla pagina Facebook del movimento Viterbo civica -. Non sapeva che avrebbe mandato in tilt anche la funzione di chiamata allo sportello. Hanno più volte provato a chiudere le porte ma ci siamo alterati minacciando di chiamare la polizia. Neanche le bestie stanno in quelle condizioni. Al chiuso, senza possibilità di lo d'aria". Martedì mattina le cose non sono andate meglio, come conferma il vicepresidente di Talete Giuseppe Fraticelli: “So che c'erano lunghe file ma non conosco i motivi”. Oggetto di contestazioni, oltre a meri errori materiali e alle mancate ricezioni delle autoletture fornite dagli utenti, anche - come detto - l'addebito in bolletta di un deposito cauzionale agli utenti privi di domiciliazione bancaria. A fianco di questi ultimi scende l'Adiconsum, secondo cui Talete avrebbe “disatteso il dialogo necessario tra gestore, utente e organizzazioni dei consumatori. Ci domandiamo - afferma il presidente Angelo Capone - come mai Talete non abbia avuto tempo e modo di informare i propri utenti provocando il caos, anche perché in molti, peraltro, si sono visti addebitare il deposito cauzionale pur avendo la domiciliazione bancaria”. Non solo: nella delibera dell'Autorità nazionale energia e ambiente (Arera), all'articolo 3 comma 3.1, si legge testualmente che “il gestore può richiedere all'utente, all'atto della stipula del contratto di somministrazione, il versamento di un deposito cauzionale”. Ciò, significa, secondo l'Adiconsum, che il provvedimento non può essere applicato retroattivamente. Di qui il rischio che Talete venga sepolta da una valanga di ricorsi degli utenti. Come se non bastasse, parlare con un operatore attraverso il centralino è praticamente impossibile, il che costringe gli utenti, soprattutto quelli della provincia, a perdere intere mattinate negli uffici del capoluogo.