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I vigili urbani dovranno anestetizzare i cinghiali che sconfinano in città

Andrea Niccolini
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Poliziotti provinciali e vigili urbani spareranno ai cinghiali che assediano Viterbo. Ma fucili e cerbottane non conterranno proiettili bensì siringhe riempite di anestetico. L'obiettivo non è infatti far fuori gli ungulati che da tempo scorrazzano per le strade del capoluogo - in particolare nei quartieri Barco, Cappuccini, Santa Barbara, pendici della Palanzana, La Quercia e Bagnaia - a volte introducendosi addirittura nei giardini delle abitazioni, piuttosto addormentarli per poi trasferirli in allevamenti fuori città. E' quanto prevede un'ordinanza, del 3 luglio, con cui il sindaco Arena ha deciso di affrontare finalmente quella che nella Tuscia, così come in molte altre parti d'Italia, è diventata una vera e propria emergenza. Tra le misure contenute nell'ordinanza - alcune fanno sorridere per la loro ovvietà - la principale è proprio quella della teleanestesia farmacologica: le operazioni di cattura dei cinghiali dovranno essere svolte ad opera, sotto la responsabilità e il diretto controllo della polizia provinciale, che potrà avvalersi della polizia locale e delle altre forze dell'ordine operanti sul territorio. “I servizi veterinari della Asl – si legge nell'ordinanza – dovranno garantire supporto per la preparazione della miscela anestetica da utilizzare e per tutte le fasi successive, fino alla traslocazione in appositi recinti autorizzati. Gli animali anestetizzati dovranno essere mantenuti in vita e avviati, con tutte le cautele del caso, al rilascio in ambienti recintati e autorizzati”. A questo proposito, attraverso una ricognizione effettuata in via d'urgenza, è stata individuata un'azienda agricola, sita in località Acquarossa, che curerà il ritiro degli animali in questione e la traslocazione degli stessi presso i propri recinti di allevamento, con personale e mezzi autorizzati. Il tutto a un costo di 50 euro a capo per gli semplari adulti, e di 30 euro per quelli più giovani. “L'azienda individuata, autorizzata all'allevamento di cinghiali - continua l'ordinanza - risulta sufficientemente vicina al centro urbano, in modo da poter cosi garantire il benessere degli animali durante il trasporto, minimizzandone lo stress psicofisico”. Oltre alla cattura, Arena ha disposto come detto altre misure di contrasto al fenomeno, a cominciare dal divieto assoluto, per chiunque sul territorio urbano, “di alimentare sia direttamente, somministrando il cibo, sia indirettamente, abbandonando sul territorio alimenti e scarti alimentari di qualsiasi tipo”. Di viterbesi sorpresi a dar da mangiare ai cinghiali, considerato anche il rischio di finire divorati, finora non se ne ha fortunatamente notizia. Tutti i proprietari di terreni e delle aree confinanti devono inotre provvedere, entro un mese, alla rimozione di cespugli ed erbe infestanti, nonché a tenere in ordine siepi e recinzioni, avendo cura di rimuovere i materiali di risulta. In caso di mancata ottemperanza, le multe vanno da 150 a 900. L'ordinanza ha validità fino al prossimo 31 ottobre, salvo proroghe. Per l'inosservanza dei punti 1 e 2 sono previste sanzioni amministrative per un importo che va da 150 a 900 euro.