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Laureati Unitus: dopo tre anni i disoccupati sono il 25 per cento

Andrea Niccolini
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A tre anni dalla conquista del "pezzo di carta", il 75% dei laureati all'Università della Tuscia ha trovato lavoro e ha una retribuzione media mensile di 1.217 euro. E' quanto emerge dalle statistiche aggiornate al 2018 del consorzio Alma Laura, che ha passato al setaccio la situazione di centinaia di migliaia di neolaureati negli atenei italiani. Per quanto riguarda l'Unitus il bicchiere da mezzo pieno può diventare facilmente mezzo vuoto: 75% degli occupati vuole dire che a tre anni dal titolo un laureato su quattro alla Tuscia è ancora a spasso. Nella graduatoria stilata da Alma Laurea e pubblicata dal quotidiano Il Sole 24 Ore l'ateneo viterbese si piazza nelle posizioni medio-basse: sotto le Università di Napoli Partenope (79% dei neolaureati occupati) e Palermo (77%), sopra la Orientale di Napoli (76%) e la Lumsa di Roma (71%). Sotto Perugia (85%) e Sapienza (83%), sopra Cassino (73%). Rispetto al 2010 il numero dei laureati all'Unitus con un impiego è crollato, così come l'importo della retribuzione: 9 anni fa, a tre anni dalla corona d'alloro l'87% lavorava l'87% dei dottori viterbesi (di nascita o di adozione universitaria) con uno stipendio medio di 1.325 euro. Si tratta di un mal comune anche se decisamente poco guadio: la percentuale di occupati è calata infatti un po' ovunque (salvo rare eccezioni) e la causa è sicuramente da ascrivere alla crisi economica. D'altra parte la cosiddetta "fuga dei cervelli" è un fenomeno in crescita che non risparmia nessuna area geografica. Proprio la posizione geografica si rivela un fattore determinante nel successo lavorativo dei laureati nei vari atenei. Le retribuzioni più alte, così come la possibilità di avere un impiego, sono più facili per i laureati nelle università del nord Italia, mentre man mano che si scende lungo lo Stivale i risultati diminuiscono, anche in questo caso con le dovute eccezioni, come il Politecnico di Bari, dove i neo dottori, in fatto di impiego e retribuzioni, competono con il colleghi del nord. Al contrario, in molti atenei dei centro Italia le performance sono più in linea con quelle del sud, ed è il caso proprio della Tuscia. Tra il Politecnico di Torino - una delle punte di eccellenza della formazione accademica italiana - e l'altrettanto prestigiosa Università Federico II di Napoli - tra le più antiche del mondo - c'è uno scarto retributivo di circa 300 euro e una differenza di 16 punti percentuali nel tasso di occupazione a tre anni dalla laurea (97% contro 81%). I laureati del centro sud in questo senso pagano dazio, più che alla qualità della formazione, alle condizioni economiche dell'area geografica in cui si trova l'ateneo. E che i parametri economici della Tuscia siano da sempre allienati a quelli del sud, a volte anche del profondo sud, è cosa nota a tutti. Capita così che un laureato all'Unitus per trovare lavoro debba emigrare altrove. E capita sempre più sp