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All'Unitus nasce la borraccia che rende potabile l'acqua

Andrea Niccolini
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Una borraccia innovativa in grado di  rendere potabile qualsiasi tipo di acqua. L'hanno ideata un ricercatore, Bruno Maria Bizzarri, e due studenti dell'università della Tuscia, Maria Chiara Caso (laureata in scienze e tecnologie alimentari) e Miriana Santacroce (studentessa in biologia). Il loro progetto, denominato “Mangroves” ha vinto il Contamination Lab Tuscia, il laboratorio d'innovazione creato a Viterbo da Lazio Innova in collaborazione con i dipartimenti dell'Università degli Studi della Tuscia. Il progetto d'impresa vintore punta alla produzione di una borraccia innovativa, realizzata con materiali ecosostenibili, dotata di un filtro che rende potabile qualsiasi acqua consentendo di filtrare anche nano e microplastiche e mantenere inalterate le proprietà organolettiche. La tecnologia, attualmente in fase brevettuale, è frutto di ricerche sviluppate all'interno del dipartimento di scienze biologiche dell'università della Tuscia (Deb), nel rispetto dell'ambiente e dell'uomo. Tra gli altri progetti in gara, “Più per cultura” di Arianna Moncini, Valerio Ventura, Marco Quaglia: un servizio personalizzato per musei e luoghi di cultura con percorsi di visita a misura di bambino; “Bimmers” di Marco Polimeno, Alessio Maurizi, Simone Romani: un progetto formativo, di consulenza e di progettazione nel campo dell'edilizia; “Rob-Orto” di Fausto Milan, Michael Bianchi e Caterina Mazzocchi, orti sinergici gestititi attraverso appositi robot. A tutti i team è stato offerto un periodo di preincubazione e di incubazione gratuita per il primo anno presso lo Spazio Attivo di Viterbo.