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Roma Nord: tagliate 10 corse tra Viterbo e Roma

Andrea Niccolini
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 Vita ancora più dura da questa mattina per i pendolari viterbesi che utilizzano la Ferrovia Roma Nord per raggiungere o tornare dalla Capitale. Questa mattina entra in vigore il nuovo regolamento dell'Agenzia nazionale della sicurezza che nei tratti extraurbani impone ai convogli di fermarsi davanti ad ogni attraversamento o deviazione e di non superare la velocità di 50 chilometri orari. Il problema si pone nel percorso dalla stazione di Catalano a Montebello e, nel senso opposto, dallo snodo civitonico fino a Viterbo. La conseguenza sarà, stando alle stime diffuse nelle ultime ore dai sindacati, l'eliminazione di almeno 10 corse, forse anche 12 considerando il fatto che verrà ritoccato al ribasso anche il servizio navette. L'Atac, che gestisce la tratta dopo che il contratto è stato di fatto prorogato fino al 31 dicembre 2020, ha diramato una direttiva interna. Nel tratto fuori Roma non si potranno superare i 50 chilometri orari, su tutti gli attraversamenti è imposta la battuta d'arresto; i treni prima di percorrere l'incrocio non protetto devono fermarsi e il macchinista può riprendere la marcia solo dopo essersi accertato che non ci sono ostacoli, in particolar modo auto in transito. Su tutte le deviazioni non comandate automaticamente dall'apparato centrale elettrico (Acei) i convogli devono ugualmente fermarsi per accertarsi che i binari siano nella giusta posizione. La dotazione di sicurezza nel tratto dopo Montebello andando verso Viterbo è rappresentata da blocchi telefonici. Una tecnologia anni ‘50 che impone lo stop a ogni deviatoio. “Assisteremo a rallentamenti e soppressioni tali da far temere il blocco del servizio” dicono i pendolari del comitato Ferrovia Roma Nord che continuano: “Le poche corse che saranno garantite saranno lentissime, al limite dello sfinimento per il povero e sempre più martoriato pendolare di questa linea”. Per coloro che usufruiscono della tratta il pericolo è “l'abbandono della linea per salire sulle automobili private e raggiungere Roma”. “Noi - continuano - resteremo sempre vigili, abbiamo bisogno di una mano per non far chiudere la ferrovia, perché sarebbe un dramma per tutti”. Dunque i pendolari chiedono di sollecitare sindaci e assessori dei Comuni coinvolti affinché si facciano promotori di un'azione per salvare la storica linea Viterbo-Civita Castellana-Roma. aperta nel 1913 per il tratto dal capoluogo della Tuscia fino alla città delle ceramiche e nel 1932 per il percorso verso la Capitale. E' stata gestita dall'Acotral (poi Cotral) dal 1976 al 2000, poi da Metro e dal 2010 da Atac. Sono in corso le procedure per una nuova gara ma, vista la lunghezza dell'iter, è stato stipulato un nuovo contratto tra la Regione, proprietaria dell'infrastruttura, e la società romana.