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Coronavirus, il calcio dilettantistico si ferma nel Lazio: stop di due settimane

Alessio Deparri
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Alla fine anche il calcio dei dilettanti, impreparato alle porte chiuse, ha alzato bandiera bianca. I campionati regionali si fermano per due settimane. Il Coronavirus in Italia, era inevitabile dopo le ultime disposizioni del Governo, costringerà il pallone allo stop domenica 8 marzo e la successiva, il 15. In attesa di capire l'evolversi dell'emergenza, il comitato presieduto da Melchiorre Zarelli ha deciso di riprendere tutta l'attività nel week-end di sabato 21 e domenica 22 marzo. Il motivo è presto detto: alcuni campi non sono in grado di garantire il rispetto delle norme igienico-sanitarie emanate dal ministero della Salute. La scelta del comitato è stata quasi immediata, successiva di qualche ora alla decisione della Lnd di sospendere i campionati anche nel girone E di serie D, quello di Monterosi e Flaminia, proprio perché Zarelli e i suoi collaboratori, conoscendo bene la geografia pallonara nel Lazio, con le sue infinite realtà calcistiche, hanno subito capito l'impossibilità di fare fronte alle disposizioni. Il comunicato del Consiglio direttivo del Comitato regionale Lazio Figc: "Preso atto del decreto del presidente del Consiglio dei ministri emesso lo scorso 4 marzo con il quale vengono adottate misure di prevenzione, informazione, contrasto e contenimento sull'intero territorio nazionale del diffondersi del virus Covid-19; osservato che nel predetto decreto è stata disposta la sospensione dell'attività didattica nelle scuole di ogni ordine e grado; osservato altresì che viene disposta la sospensione degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina svolti in ogni luogo sia pubblico che privato; tenute nella dovuta considerazione tutte le problematiche portate all'attenzione del Comitato Regionale Lazio in ordine alle naturali preoccupazioni delle famiglie e dei tesserati stessi, soprattutto di quelli in giovane età. Valutata comunque l'ipotesi di consentire lo svolgimento dell'attività in assenza di pubblico, la stessa non appare praticabile in quanto, a prescindere dall'impossibilità di assicurarne l'effettiva applicazione, visto l'elevato numero di impianti interessati, comporterebbe comunque il mancato rispetto di alcune misure igienico sanitarie contenute nell'allegato 1 del citato Decreto, nello specifico quanto indicato dalla lettera d) “mantenere in ogni contatto sociale una distanza interpersonale di almeno un metro”, considerato il susseguirsi di gare sul medesimo impianto nel fine settimana e che per ogni gara, benché “a porte chiuse”, è prevista, come da disposizioni della Lnd, la presenza di 70 tesserati oltre ai direttori di gara; ritenuto infine che, al fine di consentire la piena efficacia delle alternanze ed abbinamenti in ordine all'utilizzo del medesimo impianto da parte di più squadre e/o più società, qualsiasi provvedimento da adottare non possa astenersi dall'interessare tutta l'attività sportiva svolta nella Regione senza distinzione alcuna. Dispone all'unanimità la sospensione, di ogni attività sportiva di ciascun campionato e torneo organizzato dal Comitato regionale Lazio, senza esclusione alcuna fino al 15 marzo compreso, con conseguente slittamento dei calendari di due settimane rispetto alla data inizialmente prevista, assicurando, nel contempo, il rispetto dei tempi previsti dalla Lega nazionale Dilettanti e dal settore per l'attività giovanile e scolastica, per le comunicazioni relative alle squadre interessate alla disputa delle manifestazioni a carattere nazionale (finali nazionali e gare spareggio/promozione)".