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Geotermia, il governo decide

Paolo Di Basilio
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Il progetto per la realizzazione dell'impianto geotermico pilota a Castel Giorgio, al confine con i comuni dell'Alta Tuscia, sbarca in Consiglio dei ministri. Oggi, 31 luglio,  è in programma la discussione per l'autorizzazione, ma dal bacino del Lago di Bolsena si alza nuovamente la voce contraria dei sindaci. “L'approvazione sarebbe una sciagura, siamo pronti anche a ingaggiare una battaglia legale per impedire la costruzione dell'impianto”, dice il primo cittadino Paolo Dottarelli. “La geotermia vincerà e vincerà anche la legalità”, risponde idealmente a distanza, durante una diretta Facebook, Diego Righini, general manager della Itw Lkw Geotermia spa, la società che ha proposto l'impianto. Qualche passo indietro per capire di cosa si parla. L'idea risale al 2012 quando la società in questione avviò l'iter. L'impianto pilota prevede l'utilizzo di energia termica proveniente dal sottosuolo di Torre Alfina: 5 pozzi di produzione di acqua calda, un sistema di tubazioni per convogliarla verso l'impianto per la produzione di energia e 4 pozzi di reiniezione dell'acqua nel sottosuolo. Da subito è partì un braccio di ferro con le amministrazioni comunali e alcune associazioni ambientaliste che continua tuttora e che si è riacceso alla vigilia della discussione in Consiglio dei ministri. Oltre al sindaco di Bolsena, si sono dichiarati nel tempo contrari quelli del bacino del lago oltre al primo cittadino di Acquapendente, Angelo Ghinassi. Le ragioni del “fronte del no” sono state sostanzialmente riassunte in una lettera che Paolo Dottarelli ha inviato nei giorni scorsi ai ministri e a un lungo elenco di funzionari ed enti pubblici che hanno in quelche modo voce in materia. “L'impianto preleverà per almeno 25 anni circa mille tonnellate all'ora di fluido geotermico ad alta temperatura dalla roccia carbonatica sotto al bacino del Tevere in Umbria, e li scaricherà raffreddati sotto il bacino idrogeologico del lago di Bolsena. Una parte dei fluidi risalirebbe verso la falda superficiale il cui deflusso è in direzione del lago nel Lazio”, scrive nella lettera. Tutto questo per i sindaci e per gli ambientalisti che si oppongono all'impianto potrebbe causare dei micro terremoti nell'area aumentando il rischi sismico. Ma il manager della società che ha proposto il progetto, sempre nella diretta social di ieri, ha ribadito “che non c'è nessun documento scientifico ufficiale che dimostra il potenziale collegamento tra i pozzi a Torre Alfina e le falde del lago”. Le amministrazioni contestano anche il parere favorevole alla la valutazione di impatto ambientale. “Lo studio Via fu affidato nel 2014 a una singolare terna di tecnici costituita da un astrofisico, un geologo specializzato in ghiacciai alpini e un avvocato. Alla riunione plenaria espresse parere contrario il professor Andrea Borgia, unico vero esperto di geotermia a livello universitario”. Il voto di oggi non darà il via libera definitivo ai lavori, prima di aprire il cantiere ci sarà bisogno anche di alcuni passaggi burocratici a livello locale. Tuttavia, spiega il sindaco di Bolsena, “un voto favorevole peserà come un macigno e sarà comunque decisivo. In quel caso siamo pronti ad impugnare avviando una battaglia legale, ci siamo sentiti anche con il sindaco di Castel Giorgio e anche lui è d'accordo”. Intanto il caso sbarca anche in parlamento. Il deputato Mauro Rotelli (FdI) presenterà interrogherà il governo durante il question time, mentre, mentre Francesco Battistoni (Forza Italia) chiede al governo di “fare chiarezza, perché la salute della popolazione del Lago di Bolsena va tutelata”.