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Psichiatria sotto organico, rischi per il personale

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Paolo Di Basilio
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Servizi psichiatrici a corto di personale. A lanciare l'allarme sulla situazione dell'Spdc di Viterbo è il sindacato infermieristico Nursing Up, attraverso il suo segretario provinciale Mario Perazzoni. Sul tema Perazzoni ha incontrato il vicepresidente della commissione regionale sanità, il grillino Loreto Marcelli, il quale ha promesso che a brevissimo compirà un sopralluogo nel reparto di Belcolle per verificarne di persona le condizioni. In forze all'Spdc attualmente ci sono solo 11 infermieri. “La psichiatria - spiega Perazzoni - è un servizio ad alta intensità di intervento, dove si trovano pazienti spesso pericolosi, sia per sé che per gli altri. Undici infermieri, di cui otto donne, non bastano. Ne servirebbero almeno altri 6 o 7. Non si capisce perché nella rianimazione, altro reparto ad alta intensità, gli infermieri siano il doppio”. Anche i medici, secondo il sindacato Nursing Up, sono sotto organico: otto in totale, di cui cinque donne e tre uomini. “Considerata la particolare tipologia di pazienti - continua il segretario provinciale - andrebbe aumentata la componente maschile, più facilmente in grado di contenere le intemperanze o le crisi dei ricoverati nel reparto. Purtroppo capita spesso che i pazienti dell'Spdc diano in escandescenze e gli episodi di aggressione al personale sanitario, anche negli ultimi tempi, non sono mancati”. Di recente all'interno del reparto c'è stata anche un'ispezione dei Nas, della quale però non sono stati resi ancora noti gli esiti. Una visita definita “di routine” dai vertici della Asl. Nel mirino del sindacato infermieristico c'è anche il numero di posti letto. “Attualmente sono sei, ma si arriva spesso a otto con l'occupazione dei corridoi. La legge ne prevede uno ogni 10 mila abitanti, il che vuol dire che in una provincia di 320 mila persone come quella di Viterbo - continua Perazzoni - i posti letto nella psichiatria dovrebbero essere 32. Ci accontenteremmo anche di 16. Su questo il vicepresidente della commissione regionale sanità si è detto assolutamente d'accordo, tanto che verrà a giorni a Belcolle per rendersi meglio conto delle condizioni del reparto”. Perazzoni rispolvera a questo proposito la vecchia proposta di dotare di un Spdc anche l'ospedale Andosilla di Civita Castellana, “dove - dice - c'è un reparto dismesso, quello di ostetricia e ginecologia, che potrebbe benissimo ospitare altri 8 posti letto”. Il Nursing Up solleva poi il problema dell'autista al servizio del primario del reparto, il dottor Alberto Trisolini. “Ci sembra inopportuno che in un'azienda dove gli autisti scarseggiano - è sempre Perazzoni a parlare - e dove si ricorre agli infermieri per il trasporto del sangue, pagandoli 22 euro l'ora anziché 18, si debba riservare un autista personale a un direttore di reparto, neanche si trattasse di un ministro. Non ci risulta peraltro che altri primari usufruiscano dello stesso servizio".