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Palazzo di Donna Olimpia sarà evacuato

Paolo Di Basilio
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Una cittadella universitaria nel Palazzo di Donna Olimpia a Porta San Pietro. E' questa l'idea al centro di un project financing a cui sta lavorando una società privata in collaborazione con l'Università della Tuscia. A darne notizia è l'assessore al patrimonio Paolo Barbieri annunciando al contempo anche l'ormai inevitabile sgombero per motivi di sicurezza delle associazioni che attualmente hanno sede all'interno dello storico edificio di proprietà comunale. L'immobile, 13 mila metri cubi di volumetria, ha bisogno di un intervento di ristrutturazione radicale, non alla portata delle casse di Palazzo dei Priori. “C'è una società interessata a presentare un project financing insieme all'Unitus - spiega Barbieri - per fare dell'edificio una sorta di campus universitario e centro culturale, con tanto di appartamenti per gli studenti fuori sede. Il Comune non dovrebbe sborsare un centesimo, ma in cambio otterrebbe la disponibilità di alcuni locali per metterli a disposizione delle associazioni”. Le stesse che in parte hanno dovuto già abbandonare il palazzo perché ne occupavano l'ala pericolante. Ma anche quelle che tuttora trovano sede all'interno dell'edificio, almeno una decina, dovranno presto fare i bagagli. “Dai vari sopralluoghi compiuti finora - continua l'assessore - sono emerse criticità strutturali importanti, che a breve ci costringeranno a evacuare le associazioni”. Il project financing, secondo Barbieri, è allo stato attuale l'unico strumento per riqualificare un immobile fatiscente ma di grande pregio storico-architettonico. “Considerata l'attuale situazione del mercato immobiliare, e con lo spettro di una patrimoniale che aleggia nell'aria, trovare un soggetto disposto ad acquistare il palazzo di Donna Olimpia è quasi impossibile - sottolinea Barbieri - né è pensabile che l'amministrazione trovi le risorse necessarie per ristrutturarlo. L'unica soluzione per evitare che finisca abbandonato è metterlo a disposizione di un privato che lo ristrutturi in cambio di un utilizzo ultradecennale. Quella del campus universitario con annessa casa degli studenti è sicuramente una destinazione che ben si adatta alla tipologia e al pregio dell'edificio”. D'altra parte, non sarebbe nemmeno la prima volta che l'Università della Tuscia contribuisce alla riqualificazione di un complesso architettonico fatiscente del centro storico, come dimostrano i casi di Santa Maria in Gradi, oggi sede del rettorato, e di San Carlo a Pianoscarano, che ospita scienze politiche.