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Un tavolo di crisi per i pastori

Paolo Di Basilio
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Un tavolo d'ascolto, richiesto in seguito alle manifestazioni pacifiche portate in piazza dai pastori, è stato istituito nell'ufficio del prefetto, Giovanni Bruno, per riportare all'attenzione delle istituzioni tutti i problemi che stanno vessando il mondo della pastorizia. Seduti al tavolo di confronto, oltre al prefetto, c'erano i rappresentanti di tre Regioni del Centro Italia, Toscana, Umbria e Lazio, dell'associazione “Pastori liberi”. Molti i temi che i delegati della suddetta associazione, nata in totale autonomia rispetto alle associazioni di rappresentanza, hanno portato in discussione, partendo dal prezzo del latte di pecora, passando poi a quello di acquisto della carne, fino al problema dello smaltimento delle carcasse e dei controlli dei consorzi di tutela e dei marchi Igp. “Questi problemi di cui oggi finalmente i media parlano sono lamentati da tempo nel settore della pastorizia - spiega Rita Goddi delegata di “Pastori liberi” per le province di Viterbo, Rieti e Roma –. Abbiamo raccolto circa 800 firme a sottoscrizione dell'iniziativa della nostra associazione e chiesto a gran voce di partecipare ai tavoli organizzati per i pastori sardi, ma non abbiamo ricevuto risposta, quindi abbiamo scritto al ministero dell'agricoltura e alle Regioni, senza però riuscire a trovare un dialogo. Abbiamo invece trovato grande disponibilità e interesse da parte del prefetto Giovanni Bruno, al quale abbiamo esposto tutte le problematiche del caso e alcune soluzioni da noi individuate, che potrebbero garantire un mercato più solido. L'obiettivo finale è riuscire ad arrivare ad una contrattazione diretta con i trasformatori del prodotto”. Il prefetto si sarebbe quindi impegnato, secondo quanto riportato dai rappresentanti di “Pastori liberi”, a creare una rete tra le istituzioni che porti ad un tavolo tra Regioni del Centro Italia, ministero e pastori. “In realtà- continua la Goddi – gli interventi devono coinvolgere tutta la filiera, per poter poi arrivare ad una soluzione che risolva definitivamente le problematiche. Le leggi già ci sono e se venissero applicate sarebbe un ottimo passo. Il prefetto ci ha chiesto una relazione dettagliata su quanto ieri esposto in sede di riunione, in modo da poter attivare un tavolo in cui affrontare i difetti della filiera del latte ovino e noi procederemo al più presto in un'ottica di collaborazione con l'istituzione”. La delegata del Lazio è stata affiancata in Prefettura da Matteo Musio, delegato per l'Umbria, e Simone Masala, delegato per la Toscana, in particolare per le province di Siena, Grosseto e Pisa.