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Diecimila raccomandate ferme alle Poste

Paolo Di Basilio
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Bollette che arrivano l'ultimo giorno utile per pagarle o addirittura dopo. Ricevute di ritorno che si perdono,atti giudiziari che viaggiano con tempi biblici: a cinque mesi dalla riorganizzazione del recapito, continua il caos alle Poste di Viterbo e provincia. Nel solo ufficio del capoluogo di via Ferroni le raccomandate in giacenza si aggirano intorno alle 10 mila. In alcuni periodi si sono toccati picchi di 12-13 mila. I portalettere sono allo stremo, costretti a turni straordinari (di sabato e a volte anche di domenica) per smaltire la posta in eccedenza. Tra i postini, dove i contratti a tempo determinato pullulano, c'è timore a rilasciare dichiarazioni. Ma basta garantire ai lavoratori l'anonimato e quella che viene descritta è una situazione fuori controllo. Non solo a Viterbo ma in tutte quelle province italiane che hanno avviato quella che da Poste italiane era stata annunciata enfaticamente come una "rivoluzione copernicana" nel recapito, frutto pure dell'alleanza commerciale con Amazon. ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 15 MARZO E NELL'EDICOLA DIGITALE