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Droga, processi più veloci grazie alle analisi dell'Unitus

Paolo Di Basilio
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Nel 2018, 167 arresti e 231 indagati per droga. Numeri che fotografano che quella di Viterbo non è affatto una provincia tranquilla. Anche per questo, la Procura ha sottoscritto un accordo con l'Università in base al quale il laboratorio di Biologia dell'ateneo si occuperà degli accertamenti chimico-tossicologici sulle sostanze sequestrate dalle forze dell'ordine. La firma del protocollo d'intesa è avvenuta venerdì 8 marzo alle 13, nella sala del Consiglio del Rettorato. Protagonisti dell'iniziativa il procuratore capo Paolo Auriemma e il rettore Alessandro Ruggieri. Si tratta, è stato detto, di un accordo “molto importante” per il lavoro della Procura: “Quando si fa un arresto per detenzione di stupefacenti, le analisi sulla droga si fanno con il Narcotest, un accertamento di primo impatto. Questo perché gli arresti devono essere convalidati entro 48 ore. Tutto ciò comporta problemi al processo, che spesso è rinviato per le sommarie informazioni sulla qualità della droga”. Con la collaborazione dell'Università, invece, la Procura farà “un passo avanti importantissimo: in poco tempo, entro 48 ore, come già avviene a Roma, si avrà tutta l'analisi della sostanza, si conosceranno la qualità e il numero delle dosi ricavabili dal quantitativo sequestrato”. Il che favorirà sia il lavoro dei magistrati che il rispetto della libertà dell'indagato. L'utilità della collaborazione con il dipartimento di scienze ecologiche e biologiche è avvalorata anche dal pubblico ministero Michele Adragna. Il quale, presente all'incontro accanto al suo capo Auriemma e al direttore del Deb Giorgio Prantera, ha detto: “Prima di venire a Viterbo sono stato a Perugia, piazza molto attiva per quanto riguarda gli stupefacenti. Quando fui trasferito qua, pensavo che non ci fosse tanto lavoro. Invece, le mie aspettative sono state disattese: a Viterbo gira molta droga, e il lavoro non ci manca di certo”. Durante l'incontro è stato spiegato che attualmente la Procura di Viterbo, per gli accertamenti chimico-tossicologici sulle sostanze stupefacenti, si avvale – attraverso gli organi di polizia giudiziaria – delle strutture e del personale del Ris (reparto investigazioni scientifiche) dei carabinieri e della polizia scientifica di Roma. Con l'intesa raggiunta, la Procura viterbese potrà conseguire un indubbio risparmio e maggiore efficacia ed efficienza nell'impiego delle risorse a disposizione; ma soprattutto ridurrà i tempi per definire i procedimenti penali relativi a reati per droga. Come hanno detto i magistrati presenti, ci saranno indagini più rapide e approfondite. Una contestazione più veloce e congrua. Inoltre, ci sarà una maggiore garanzia per l'arrestato.