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Il venerdì nero del Black Friday

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Sergio Casagrande
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La globalizzazione, a volte, può far più danni della grandine. Mettetevi per un attimo nei panni di quei poveri commercianti che gestiscono ancora in proprio - e a fatica - il loro negozietto. E immaginate come possono aver passato la giornata del 24 novembre 2017… Altro che Black Friday! Un venerdì nero sì, ma nel vero senso della parola. Schiacciati dai frutti insensati della globalizzazione galoppante, quanti di loro hanno potuto tenere il passo della concorrenza più agguerrita, costituita oggi oltre che dai franchising e dalla grande distribuzione anche dall'e-commerce ? E poi, siete convinti che ci siano stati dei reali vantaggi per noi consumatori? O vi sentite presi in giro per il fatto che non siete riusciti ad accaparrarvi il prodotto tanto ambito e per averlo oggi, che è tornato un giorno normale, dovete pagarlo comunque a prezzo pieno? Oppure, non vi sentite beffati perché quello che avete comprato appena qualche settimana fa, ieri ve lo siete ritrovato offerto a un prezzo nettamente più basso? E il commercio, inteso come un mondo globale oltre che globalizzato, ha ottenuto realmente qualcosa di positivo? Si è veramente convinti che incentivare per un solo giorno gli acquisti con forti promozioni aiuta il mercato e induce a consumare di più? O, invece, rischia di far danni perché crea troppe aspettative incapaci di essere accontentate e concentra gli stimoli di fare acquisti solo in un ristrettissimo periodo dell'anno? Problemi, tra l'altro, che potrebbero presentarsi proprio per le spese più consistenti, visto che quest'anno qualcuno ha lanciato la moda di abbinare il Black Friday perfino alla vendita di automobili e abitazioni. Qual è, insomma, la reale ragione del Black Friday? Negli Stati Uniti è, da sempre, il giorno successivo al giorno del Ringraziamento e tradizionalmente dà inizio alla stagione dello shopping natalizio. Wikipedia, più precisamente, ci ricorda che il Black Friday è “un giorno, per quanto non festivo, particolarmente importante sotto l'aspetto commerciale poiché costituisce un valido indicatore sia sulla predisposizione agli acquisti, sia indirettamente sulla capacità di spesa dei consumatori statunitensi, tanto da essere attentamente osservato e atteso dagli analisti finanziari e dagli ambienti borsistici statunitensi e internazionali”. Ma il mercato italiano, nonostante l'avanzare della globalizzazione, è ancora lontano anni luce da quello statunitense. E i consumatori italiani non sono come quelli americani. Ecco quindi, che un Black Friday sfrenato, in Italia potrebbe in realtà far più danni al commercio che creare incentivi alle spese natalizie. E' già successo, per esempio, da quando è esplosa la crisi, con i saldi. Che oggi si è stati costretti ad anticipare fino a periodi inimmaginabili solo pochi anni fa. Ed è molto probabile che riaccada. Soprattutto se il consumatore comincerà a riflettere… Sergio Casagrande [email protected] Twitter: @essecia