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"Concedeteci di entrare da via Roma"

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Evandro Ceccarelli
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Il Comune, fisicamente, nel senso di Palazzo dei Priori, divide in due categorie i residenti del centro storico che vivono all'interno della ztl. Sul lato destro si trova via San Lorenzo i cui i abitanti entrano e escono a tutte le ore del giorno e della notte e in qualsiasi stagione dell'anno, sul lato sinistro invece inizia via Roma, dove la gente può entrare e uscire in auto soltanto dalle 13 alle 15 e dalle 20 alle 10.30 della mattina seguente durante l'inverno, mentre in estate nei fine settimana l'orario si riduce dalle 20 alle 21 per poi poter riaccedere soltanto dopo l'una della notte. “Tutto ciò è assurdo - protestano i residenti di questa porzione del centro - perché le esigenze sono per tutti le stesse. Un tempo, nel periodo estivo, chi accedeva da via Roma o da corso Italia circolava e parcheggiava tranquillamente sotto casa. Il personale della protezione civile, all'entrata di entrambe le strade, con i dissuassori abbassati, chiedeva di mostrare i documenti: chi risiedeva lì era libero di entrare e parcheggiare sotto casa. Poi tutto è cambiato. D'estate chi torna a casa più tardi delle 21, vuoi per essere andato a cena fuori o addirittura perché di rientrodalle vacanze con tanto di valigie a bordo, non può passare se non dopo l'una della notte. Perché questo accanimento contro i residenti di questa zona?”. Tutto ciò accade in realtà perché la parte di via San Lorenzo è considerata semplice ztl, mentre quella di via Roma è a tutti gli effetti zona pedonale. La replica dei residenti: “Giustamente si può considerare pedonale Corso Italia, ma non via dell'Orologio Vecchio, via Santa Maria Egiziaca, via del Genio o via Saffi. Il Comune potrebbe rilasciare gli stessi permessi concessi agli altri permettendo l'accesso da via Roma. In qualsiasi città italiana i residenti del centro storico entrano a tutte le ore nella ztl dove vivono, dove hanno le proprie abitazioni e dove hanno i parcheggi riservati. A Viterbo ciò non avviene nonostante i cittadini abbiano stesse necessità e stessi problemi in entrambe le zone”. (servizio completo sul Corriere di Viterbo del 6 novembre 2017)