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Attacco col coltello in Siberia: 8 feriti. Aggressore ucciso. Isis rivendica, ma autorità smentiscono: "Un pazzo"

Foto di repertorio

Sergio Casagrande
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Lo Stato islamico ha rivendicato l'accoltellamento di otto persone a Surgut in Russia accaduto nella mattinata del 19 agosto 2017. Lo rende noto su Twitter il Site, sito di analisti sul terrorismo, citando un comunicato diffuso dall'organo di stampa jihadista Amaq. L'attentatore è stato ucciso dalla polizia. L'attacco all'arma bianca è avvenuto alle ore 11.20: l'uomo, armato di un coltello di grandi dimensioni, ha aggredito alcuni passanti puntando alle loro gole. La polizia è subito intervenuta e ha freddato l'aggressore a colpi di pistola. Le  forze dell'ordine russe si sono messe subito all'opera per identificare l'aggressore e stabilire il motivo dell'attacco. Surgut è situata sul fiume Ob' nella Siberia occidentale, nel Circondario Autonomo degli Chanty-Mansi-Jugra, 700 km a nordest di Tjumen'. In un primo momento una fonte ufficiosa vicina alla polizia russa aveva escluso che si potesse trattare di terrorismo sostenendo che l'uomo era conosciuto per essere "ritenuto uno squilibrato". Poi, però, una fonte ufficiale aveva smentito che fossero elementi del genere. Alle 13.27 è invece arrivata la prima versione ufficiale:  «Si tratta di un giovane del posto, nato nel 1994», ha confermato il comitato investigativo russo precisando che non si sta seguendo la pista del terrorismo. «Gli inquirenti stanno verificando le informazioni su possibili problemi psicologici», ha fatto sapere il Comitato.   Si è anche appreso che 4 degli 8 feriti sono in condizioni gravissime. Successivamente, appresa la notizia della rivendicazione dell'Isis le autorità russe hanno preferito non commentare.