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Povertà, i sindacati suonano la sveglia

Paolo Di Basilio
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I segnali di ripresa ci sono, vedi alla voce ceramica, ma li vedono perlopiù alcune aziende e alcune associazioni di categoria. Le realtà di una buona fetta delle famiglie della Tuscia è fatta ancora di disoccupazione, soprattutto giovanile, cassa integrazione, precarietà, incertezza e redditi spesso sotto la soglia di povertà. Quelli dell'80% dei pensionati, per esempio, sono sotto i mille euro. Una realtà di fronte alla quale scendono in campo i sindacati, pronti a suonare la sveglia a quei sindaci finora “distratti”, per usare un eufemismo, rispetto a questi problemi. Martedì scorso le segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil, insieme alle rispettive categorie dei pensionati, si sono riunite per fare il punto sull'andamento della contrattazione sociale con le amministrazioni del Viterbese. “L'indice di povertà continua ad aumentare vertiginosamente - affermano Massimo Guerrini della Cgil, Mario Malerba della Cisl e Franco Palumbo della Uil -. Occorre pertanto una solidarietà e una sensibilità delle comunità locali, che permettano interventi finalizzati ad assicurare un sostegno ai cittadini maggiormente in difficoltà”. Su temi come la pressione fiscale, la lotta all'evasione, i servizi e le politiche socio-assistenziali, le politiche dell'integrazione, lo sviluppo del territorio, i sindacati chiederanno quindi ai sindaci l'avvio di una collaborazione maggiore. “Purtroppo finora di sensibilità su questi temi non è che ne abbiano vista molta - ammette Guerrini -. Ci ritroviamo spesso a rincorrere i primi cittadini, da quello di Viterbo a quello di Civita Castellana, da quello di Montefiascone a quello di Tarquinia”.