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Meningite: quali sono i vaccini per difendersi

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Sergio Casagrande
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I casi di meningite meningococcica invasiva (mmi) che vengono ogni anno segnalati in Italia sono circa 200, senza significative variazioni negli ultimi anni - sottolineano le autorità sanitarie nazionali - e non siamo di fronte a una epidemia. L'incidenza è maggiore nei bambini al di sotto dell'anno di vita (oltre 4 casi per 100,000 in questa fascia d'età). Più del 50% dei casi sono causati, soprattutto nei bambini piccoli, dal siero gruppo B. Il sierogrouppo C è il secondo più frequentemente implicato.  Se ne è parlato nei giorni scorsi al convegno, organizzato dalla Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), che si è tenutopresso il ministero della Salute, a Roma Dal 2015, confermano gli esperti, si è tuttavia osservato in Toscana un incremento inusuale di casi invasive dovuti a un ceppo appartenente al sierogruppo C e al complesso clonale 11 (cc11), che è caratterizzato da marcata invasività. I vaccini per il meningococco attualmente disponibili in Italia sono tre: 1) un vaccino monovalente coniugato contro il siero gruppo C, 2) un vaccino tetravalente coniugato anti-A,C,Y,W 3) e un vaccino subcapsulare contro il sierogruppo B. Il piano nazionale di immunizzazione recentemente approvato prevede la vaccinazione per il meningococco B nei bambini entro il primo anno di vita, il vaccino per il meningococco C nei bambini tra i 13 e i 15 mesi, il vaccino tetravalente ACYW negli adolescenti (dagli 11 ai 18 anni) e per chi viaggia all'estero in aree endemiche. La vaccinazione è inoltre raccomandata per tutte le persone considerate ad aumentato rischio di malattia meningococcica (i portatori di immunodeficienze congenite ed acquisite e di particolari condizioni elencate nel piano). L'efficacia del vaccinomonovalente anti meningoccocco C è risultata maggiore del 95% e la durata della protezione è stimata in circa 5-10 anni. Nel piano vaccinale italiano è raccomandata negli adolescenti fino ai 18 anni una dose di vaccino anti-meningoccico quadrivalente ACYW135, sia che non abbiano mai effettuato, nell'infanzia, la vaccinazione C monovalente o quadrivalente, sia che abbiano già ricevuto una dose di vaccino. «La rete dei reparti di malattie infettive negli ospedali italiani - dichiara a LaPresse Massimo Galli, vicepresidente Simit, professore di Malattie Infettive all'Università di Milano - rappresenta un valido strumento per la cura e la diagnosi delle malattie contagiose e diffusive, per la raccolta di dati sulla diffusione, l'emergenza e la riemergenza delle infezioni e per la trasmissione di informazioni e buone pratiche di prevenzione all'interno degli ospedali ed alla popolazione tutta. Avvertendo la necessità di condividere le strategie di prevenzione, diagnosi e cura della MMI, con riferimento alle linee guida internazionali e ai contributi degli esperti, la Simit, in collaborazione con la direzione generale della prevenzione del ministero della Salute, ha promosso la stesura di un position paper contenente le raccomandazioni sui comportamenti da seguire nella gestione di diagnosi e cura di questa malattia e la sintesi dei più recenti dati epidemiologici».