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La petizione della profviterbese spopola sul web

Paolo Di Basilio
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Altro che banchetti con i fogli firma e tazebao, anche la protesta dei prof contro la “Buona Scuola” diventa 2.0. Bit che corrono sulla rete e arrivano gli schermi dei tablet o degli smartphone. Così in pochi giorni la petizione online lanciata da un'insegnante di sostegno di Blera ha già sfiorato quota 64mila firme. Lei è Emanuela Petrolati, professoressa di Storia dell'Arte, attualmente insegnante di sostegno precaria a Blera che, di ritorno da una manifestazione a Roma, ha deciso di lanciare la petizione. Una volta davanti al computer ha scelto la piattaforma change.org, uno dei principali servizi di petizioni online al mondo che, solo in Italia - dice il responsabile per la comunicazione per la Penisola, Luca Francescangeli - conta più di 3 milioni e mezzo di utenti. E i risultati infatti, non hanno tardato ad arrivare. In pochi giorni, grazie anche a un lavoro di “promozione” tramite whatsapp, email o Facebook, la petizione ha raccolto migliaia e migliaia di adesioni. “Nei primi giorni c'è stato il picco - racconta l'insegnante - poi il ritmo è rallentato ma è ancora costante, abbiamo raggiunto quasi 64mila firme”. Il tutto in una sola settimana, sovrastando tutte le altre petizioni. ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 19 MAGGIO O NELL'EDICOLA ONLINE