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Terme libere: ennesima occasione sprecata

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Evandro Ceccarelli
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Sono le terme cosiddette libere (Bullicame, Bagnaccio, piscine Carletti) a rappresentare l'emblema del fallimento delle politiche termali a Viterbo, e l'attuale amministrazione ha quantomeno l'attenuante di essersi insediata da meno di due anni. Basta farsi un giro alle pozze per rendersi conto di quanto il termalismo libero sia praticato a Viterbo e di come potrebbe rappresentare, se sfruttato al meglio, un'enorme “bacino” economico ed occupazionale. Di certo, rispetto agli anni dell'abbandono totale, di passi avanti, almeno dal punto di vista del decoro, ne sono stati fatti. Bullicame e Bagnaccio, così come le terme Carletti, non sono più la zona franca di un tempo. Ma di strada da fare ce n'è ancora tanta. (servizio completo sul Corriere di Viterbo del 7 marzo 2015)