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Braccio di ferro di 28 Comuni contro le tariffe idriche di Talete

Manifestanti contro l'ingresso di Acea in Talete

Evandro Ceccarelli
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Sul costo dell'acqua è braccio di ferro tra 28 Comuni della Tuscia, più quello di Campagnano in provincia di Roma, e l'Ato. Il presidente Nocchi venerdì mattina aveva riunito la consulta d'ambito per discutere l'uniformità tariffaria sul territorio provinciale: in pratica l'estensione delle tariffe di Talete anche ai 29 Comuni che tuttora non hanno ceduto il servizio idrico alla spa. All'esame dell'assemblea, disertata da parecchi sindaci di centrosinistra tra quelli già dentro Talete, c'era una proposta di delibera la cui legittimità è stata contestata dai sindaci “autonomisti”. Per approfondire leggi anche: I comitati: "Revocare i rincari delle bollette" Questi chiedono la possibilità di aumentare le tariffe per far fronte ai costi di gestione delle reti idriche comunali ma non vogliono assolutamente passare al regime tariffario unico che vorrebbe dire in alcuni casi, come per esempio Ronciglione, la quadruplicazione delle bollette e tutta una serie di vincoli sull'utilizzo dei maggiori introiti. La riunione si è conclusa con l'impegno del presidente della Provincia e dell'Ato a riconvocare i 29 sindaci in una seduta ristretta per modificare la proposta di delibera nel senso richiesto dai comuni autonomisti. Ovvero la possibilità di rimodulare attraverso il cosiddetto meccanismo di convergenza introdotto dall'Arera le proprie tariffe adeguandole alle singole realtà comunali, ovviamente previa autorizzazione da parte dell'Ato.