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Laghetto di acque nere nella zona dell'Acquabianca a Viterbo, interrogazione in Consiglio comunale

Paolo Di Basilio
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La zona si chiama Acquabianca, ma le acque che tolgono il sonno e il respiro agli abitanti dell'omonima zona tra Vitorchiano e la Quercia sono nere. Nerissime. Le oltre cento famiglie che abitano il complesso residenziale Colle Verde da qualche tempo si sono viste spuntare sotto gli occhi e il naso un laghetto alimentato da affluenti molto particolari: le pozze Imhoff. In pratica, da rivoli di acque nere provenienti dalle stesse abitazioni. A denunciare una situazione esplosiva dal punto di vista ambientale ed igienico-sanitario è stato nell'ultimo Consiglio comunale l'esponente della Lega Vittorio Galati, il quale insieme al collega Valter Merli ha presentato un'interrogazione al sindaco. Per approfondire leggi anche: Crolla parete rocciosa lungo la strada Acquabianca Nell'area c'è stato già mercoledì scorso un sopralluogo dei carabinieri del Nipaf (il nucleo forestale) e dell'Arpa. In attesa che vengano resi noti i risultati dei prelievi - ma sulla natura delle acque sembrano esserci pochi dubbi - per mercoledì il prefetto Giovanni Bruno ha convocato un tavolo alla presenza del sindaco nonché degli assessori e dei dirigenti comunali competenti. Il problema nasce, come ammesso dallo stesso Giovanni Arena in Consiglio comunale, dalla mancanza di fognature e di un depuratore. Per gli abitanti dell'Acquabianca non c'è dunque pace: nell'ottobre scorso una frana ha lasciato a lungo isolato il complesso residenziale e interrotto il collegamento tra Vitorchiano e la Quercia, costringendo gli stessi residenti a deviare per Bagnaia per raggiungere Viterbo. La riapertura della strada a senso alternato, nell'attesa che vengano compiuti i lavori di consolidamento del costone roccioso crollato, ha parzialmente limitato i disagi. Ora la vera e propria emergenza è però la bonifica del laghetto, soprattutto in previsione della stagione estiva, e la soluzione del problema degli scarichi fognari. Nell'interrogazione al sindaco i consiglieri Vittorio Galati e Valter Merli hanno segnalato anche il problema dei tombini sollevati lungo la strada, i quali rappresentano un pericolo molto serio per gli automobilisti e per gli pneumatici delle loro macchine.