Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Viterbo, rivolta degli ambulanti contro lo spostamento del mercato dal Sacrario al Carmine

Paolo Di Basilio
  • a
  • a
  • a

La rivolta degli ambulanti contro lo spostamento del mercato dal Sacrario. Sabato 15 febbraio il mercato settimanale di Viterbo sarà spostato al quartiere Carmine, ma su questa scelta dell'amministrazione, provvisoria e contrastata fin dall'inizio dagli ambulanti, pesano molte incognite e la contrarietà non solo dei commercianti direttamente interessati. Già sabato scorso, tra i banchi dell'ultimo mercato del Sacrario, circolava una raccolta di firme tra i clienti contro lo spostamento, perché anche la cittadinanza non ha accolto bene lo “sfratto”. Per un discorso di centralità innanzitutto, quindi di raggiungibilità, e anche di agibilità, con il parcheggio di Valle Faul utile appoggio. Non è dato sapere quante firme siano state raccolte, ma di sicuro saranno presentate all'incontro chiesto dalle rappresentanze degli ambulanti all'assessore Alessia Mancini; alcuni commercianti, sabato, sarebbero intenzionati a non aprire al Carmine e a manifestare a Valle Faul. Per approfondire leggi anche: I commercianti bocciano lo spostamento del mercato “C'è grande preoccupazione - conferma il presidente della Confesercenti Viterbo, Vincenzo Peparello - i commercianti sono tutti disponibili a discutere per individuare altri siti, ma contrari a quella localizzazione; oltretutto la comunicazione del Comune è avvenuta solo sabato scorso, con una lettera consegnata al Sacrario, alcuni non c'erano e non hanno ricevuto niente... inoltre la stessa lettera parla solo dei giorni 15 e 22 febbraio e per ragioni legate al Carnevale; e senza una graduatoria, che invece deve essere fatta”. “E' stato fatto tutto in modo un po' improvvisato - aggiunge Peparello - e invece ciò di cui ci sarebbe bisogno è un tavolo interassessorile nel quale siano affrontate contestualmente problematiche come l'urbanizzazione, il traffico, i parcheggi, la sicurezza, le condizioni igienico-sanitarie. Se poi l'obiettivo finale è - come viene detto - rivitalizzare il commercio in centro, come Confesercenti abbiamo prodotto dal 1998 ad oggi una grande quantità di proposte, abbiamo ‘inventato' noi in Italia i centri commerciali naturali... basterebbe prestarci ascolto. Ma purtroppo finora le azioni concrete sono andate nella direzione opposta”.