Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Viterbo, nessun dietrofront del Comune sulle restrizioni per la movida in centro

Paolo Di Basilio
  • a
  • a
  • a

Sul "coprifuoco" alla movida indietro non si torna: al massimo i locali potranno essere sgravati dall'onere di reclutare buttafuori per tenere a bada la clientela più rumorosa e indisciplinata. Alla vigilia dell'incontro tra le parti per fare il “tagliando” al patto della notte, a tre mesi di distanza dall'entrata in vigore dei tanto discussi nuovi orari di chiusura dei locali, l'assessora allo sviluppo economico Alessia Mancini anticipa quella che sarà la posizione del Comune. “Si tratta di un tavolo di monitoraggio previsto nel patto della notte a conclusione del periodo sperimentale - spiega l'assessore -. Abbiamo invitato tutte le parti interessate: associazioni di categoria, residenti, affittacamere e titolari di b&b, universitari e, infine, come uditori anche una rappresentanza degli studenti superiori. Ascolteremo le impressioni di tutti - continua l'assessora - ma faccio presente che i margini di manovra sono limitati, in presenza di regole chiare fissate da un piano del commercio votato dal consiglio comunale, che è l'organo sovrano”. Per approfondire leggi anche: Coprifuoco all'una, salvi i locali col buttafuori Ciò premesso e fermi restando gli orari già stabiliti, su alcuni aspetti, sottolinea la Mancini, si può discutere: a cominciare appunto dagli steward di cui i locali fuori dalla zona fucsia sono oggi costretti a dotarsi, con costi economici non indifferenti, nei casi di richiesta di deroghe. Per quanto riguarda gli orari invece le maglie resteranno strette: chiusura a mezzanotte dalla domenica al giovedì e all'una nel week-end nella zona fucsia; una di notte tutti i giorni con possibilità di estendere l'orario fino alle due nel resto della città. Maglie che esercenti e studenti, sia universitari che superiori, chiederanno tuttavia di allentare. I primi lamentano un calo consistente al loro giro d'affari dopo l'entrata in vigore del coprifuoco, anche se non tutti i gestori la pensano allo stesso modo. Come per esempio Filippo Palumbo del “Magnamagna” di via dei Pellegrini, uno dei locali simbolo della movida viterbese: “I miei affari in questi mesi sono andati benissimo grazie alle deroghe dell'orario fino alle 2 che ho ottenuto per via dei concerti che organizzo. Il problema è che molti miei colleghi sanno solo lamentarsi e coltivare il loro orticello, come dimostra il fatto che non pochi locali sono stati chiusi a Capodanno. Non è certo colpa dell'assessora Mancini se Viterbo da sempre non riesce ad offrire una vita notturna degna di questo nome. E non è colpa del Comune se molti giovani della provincia oggi pensano che Viterbo sia una città morta e che a mezzanotte si spenga tutto. Questo purtroppo è il messaggio falso che è stato fatto passare, anche con la complicità di alcuni organi di informazione - va giù duro Palumbo -. Non voglio fare il difensore di questa amministrazione, che per inciso non ho votato. Ma molti miei colleghi si comportano come bambini capricciosi o, peggio, come quei mariti che per far dispetto alle mogli si tagliano gli attributi".