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Venerdì pomeriggio confronto ravvicinato tra sardine e CasaPound a Viterbo

Paolo Di Basilio
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Alle “tartarughe” il Palazzo dei Priori, alle “sardine” la piazza che fu di Almirante. Sarà un venerdì 13 dicembre di suspense politica quello che sta per andare in scena, sotto l'occhio della Digos, nello “zoo” di Viterbo: da una parte, nella sala regia del Comune concessa dal sindaco Arena, la conferenza di CasaPound sull'accoglienza ai migranti, dall'altra l'esordio in città, in un luogo sacro ai “cuori neri” della destra come piazza delle Erbe, del movimento nato a Bologna nelle settimane scorse, che ha fatto dell'accoglienza, dell'antifascismo e dell'antisovranismo le proprie bandiere. In mezzo le poche centinaia di metri che separano i due luoghi e ovviamente l'abisso ideologico. Per approfondire leggi anche: Le sardine scendono in piazza a Viterbo Anche se, a ben guardare, nella città dei papi un sottile (si fa per dire) filo di collegamento tra due mondi agli antipodi esiste, e si chiama Filippo Rossi. L'ex spin doctor di Gianfranco Fini e inventore di Caffeina, dopo una lunga militanza nella destra futurista e le più recenti sbandate politiche (vedi la lista +Europa della Bonino) è rimasto pure lui folgorato sulla rossa via Emilia reinventandosi “sardina”, tanto da comparire tra i gestori delle pagine Facebook del movimento a Milano e, si dice, anche a Roma. Proprio l'abiura degli ideali post-fascisti, ricordiamo, era costata a Rossi qualche anni fa il famoso “schiaffo” futurista da parte del leader di CasapPound Gianluca Iannone, e a quest'utimo una condanna. Per approfondire leggi anche: Schiaffo futurista, confermata la condanna a Iannone Intanto, in attesa di verificare, con il flash mob alle 18.30, il peso specifico ed eventualmente elettorale delle sardine in una città non proprio sensibile ai temi cari al movimento antisalviniano (la Lega a Viterbo è oggi il primo partito), non si placa la polemica sulla scelta del sindaco di concedere Palazzo dei Priori a CasaPound, peraltro a pochi giorni dalla discussa sentenza di condanna, rispettivamente a 3 e a 2 anni, inflitta ai due militanti Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci, per lo stupro all'Old Manners Pub. Da Rifondazione alle diverse associazioni che aderiscono alla rete antifascista, c'è stata una dura presa di posizione contro il “cedimento” democratico di Arena. “Gli spazi pubblici appartengono alla collettività - si legge in una nota - e sono parte di un patrimonio che dobbiamo al sacrificio di quanti diedero la vita per quei valori di libertà calpestati dal regime che costoro vorrebbero riabilitare. Per di più, l'iniziativa in questione vede la presenza di individui, già perseguiti dalla giustizia, noti per facinorosità, per l'attitudine alla provocazione, per la predisposizione allo scontro. Chiediamo pertanto fermamente al sindaco di ritirare tale concessione. Non è difficile: basta applicare la Costituzione Italiana e le leggi che vietano la propaganda fascista, l'incitamento all'odio, le manifestazioni di razzismo”. Arena è però inamovibile: “L'ho detto e lo ripeto: sono il sindaco di tutti e peraltro già 10 mesi fa una sala del Comune venne concessa a Casapound. La richiesta è arrivata da consiglieri comunali eletti, e ricordo che questo movimento, con il quale non ho nulla a che fare, si è anche presentato con un proprio candidato a sindaco (il chirurgo maxillo-facciale Claudio Taglia, ndr) alle ultime elezioni. Il Comune è la casa di tutti e a disposizione di tutti, anche di chi critica il sottoscritto. Quanto agli episodi di violenza sessuale, o di altro tipo, ne rispondono gli autori personalmente davanti alla giustizia. Non essendo a oggi CasaPound un movimento fuori legge ha diritto all'utilizzo degli spazi come qualsiasi altra forza politica o associazione. Ciò detto, sul tema dell'accoglienza ho tutt'altre posizioni, come dimostra la mia partecipazione a iniziative a sostegno dell'integrazione”. Da parte sua, CasaPound parla di “nervi scoperti della sinistra, la quale teme ciò che verrà illustrato, ossia i conti del progetto Sprar del comune di Vallerano”.