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Appalto rifiuti del Comune di Viterbo, dubbi sull'assegnazione provvisoria

Paolo Di Basilio
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L'incognita di un contenzioso milionario pende sull'appalto-ponte dei rifiuti appena aggiudicato provvisoriamente a Viterbo Ambiente. Per il sindaco l'azione legale avviata dalla società contro il Comune non rappresenta un elemento ostativo, ma all'interno della maggioranza non tutti la pensano così. A cominciare da Fondazione che, per bocca di Gianmaria Santucci, esprime parecchie perplessità sia sulla legittimità che sull'opportunità di affidare un appalto, anche solo per un anno, a chi ha fatto causa a Palazzo dei Priori. Per approfondire leggi anche: Rifiuti, nessuno vuole la delega Con l'occasione, va detto, stanno venendo inoltre al pettine tutta una serie di nodi irrisolti nelle politiche ambientali. Che all'interno della maggioranza ci siano parecchi malumori lo dimostra anche il “gran rifiuto”, peraltro l'ultimo di una serie, opposto dal capogruppo di Forza Italia Giulio Marini alla delega all'ambiente della quale il sindaco tenta da tempo di disfarsi. La materia rifiuti è scivolosa e potrebbe riaprire a breve fronti di polemica dentro il centrodestra. Si scopre così che quella dell'appalto ponte, più che una scelta condivisa dai partiti, è stata un rospo che Arena ha costretto gli alleati ad ingoiare. Per approfondire leggi anche: Appalto ponte, sprint per assegnarlo Ma andiamo con ordine. Viterbo Ambiente si è aggiudicata, in via provvisoria, l'appalto ponte da 9 milioni di euro, nonostante il contenzioso da 8 milioni aperto per via delle maggiori utenze servite rispetto al capitolato. L'Ati Gesenu e Cosp Tecno Service, delle quali Viterbo Ambiente rappresenta il braccio operativo, l'ha spuntata sulla Eco.Car e la Del Prete di Latina e sulla Energeticamente di Rozzano (Milano). Per Santucci un epilogo prevedibile: “Quale società, se non quella che già attualmente gestisce il servizio, sarebbe disponibile a compiere investimenti milionari per un appalto della sola durata di un anno”. Ma tant'è. Sentiti i legali, per il sindaco non ci sono invece rischi di contenzioso: “Entro gennaio, salvo ricorsi da parte delle società escluse, aggiudicheremo l'appalto in via definitiva”. Fondazione vuole però vederci chiaro: “Nessun pregiudizio contro Viterbo Ambiente, ma vorremmo capire se con l'aggiudicazione questo contenzioso verrà meno oppure no”, sottolinea Santucci, esprimendo inoltre dubbi anche sulla durata del nuovo contratto. “Se ci abbiamo messo tutto questo tempo per predisporre un appalto ponte, figuriamoci quanto ci vorrà per quello pluriennale. Non vorrei che alla fine questo diventasse un espediente per aggirare le gare. Io, come altri, fin dall'inizio non ero favorevole a questa soluzione, e avrei preferito una proroga al gestore in attesa dell'appalto definitivo”. Santucci sgancia infine un'ultima bomba: “Dalle nuove guida, a mio avviso, dovrebbe essere esclusa la raccolta porta a porta nella zona C, perché si tratta di una scelta antieconomica che porterebbe a un rincaro della tariffa di almeno il 30-40%. I maggiori costi per ritirare i rifiuti nelle case di campagna, che arrivano fino a 16 km di distanza dal centro, comporterebbe infatti costi elevati che andrebbero a spalmarsi su tutti i cittadini. Mi sembra una follia. La nostra proposta prevede invece isole di prossimità informatizzate con tessera e supercontrollate”