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Viterbo, la Talete spiega il caro bollette dell'acqua: "Colpa dei conguagli"

Paolo Di Basilio
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Non si placa l'ondata di bollette idriche salate e non si placano le proteste e le file degli utenti negli uffici di Talete per chiedere rettifiche o chiarimenti. Per approfondire leggi anche: Bollette pazze, centinaia di utenti in fila La società idrica, di fronte alle numerose richieste ricevute, spiega in una nota quali sono le cause degli importi in alcuni casi così elevati rispetto alle emissioni precedenti. Alla base ci sono innanzitutto le norme stabilite dall'Arera, l'autorità di regolazione per energia reti e ambiente, all'applicazione delle quali era peraltro subordinato il famoso prestito da 35 milioni mai concesso. Ma tant'è. Talete ha applicato nelle ultime fatture i conguagli di consumo dovuti a letture effettivamente rilevate, con ciclicità ordinaria, rispetto alle letture precedentemente stimate. A pesare sulle bollette, spiega la società, è poi l'aumento tariffario del 7.6%, approvato lo scorso autunno dai soci, ed entrato in vigore a inizio anno. E ancora: Talete, sempre su richiesta dell'Arera, ha rideterminato il deposito cauzionale, “riproporzionato in base ai consumi effettivamente registrati su un trimestre medio di consumo, conguagliando, in positivo o in negativo, quanto in precedenza applicato”. L'azienda precisa a questo proposito che il deposito cauzionale “è una garanzia per la copertura di un eventuale mancato pagamento e pertanto viene restituito all'utente che lo ha versato in caso di attivazione di addebito in conto presso il proprio istituto di credito bancario o postale (Rid/Sdd) o di disattivazione della fornitura”. Per approfondire leggi anche: I sindaci bocciano l'aumento in bolletta Intanto continua a slittare il viaggio della speranza che i maggiori soci di Talete - vale a dire il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, il presidente della Provincia Pietro Nocchi e i sindaci di Civita Castellana e Tarquinia, Franco Caprioli e Alessandro Giulivi - devono compiere a Roma per chiedere l'intervento della Regione, e in particolare dell'assessore Alessandri, a sostegno dell'Ato viterbese, già riconosciuto come debole. Per lunedì è invece in programma a Palazzo Gentili l'assemblea dei sindaci dell'Ato, dal quale si spera esca fuori un indirizzo chiaro sul destino della spa delle acque. Il presidente di Talete Andrea Bossola, che aveva minacciato di dimettersi e di portare i libri in tribunale qualora non avesse avuto risposte entro fine novembre, chiede, oltre a una ricapitalizzazione da 40 milioni di euro, l'immediato aumento delle tariffe del 7% per far quadrare i conti. Per approfondire leggi anche: Dissesto Talete, i sindaci protestano in Regione Arena, Caprioli e Giulivi hanno già espresso tutta la loro contrarietà, ragion per cui il futuro dell'azienda appare sempre più nebuloso. A Civita Castellana nel frattempo il Consiglio comunale in sessione aperta e straordinaria si è pronunciato contro l'entrata dei privati nella gestione idrica e per un ritorno alla gestione diretta dell'acqua da parte dei comuni. “Esprimiamo grande soddisfazione per l'approvazione delle nostre mozioni - afferma l'opposizione (Pd, M5S, Rifondazione e Forza Italia) in una nota - . Finalmente dopo Viterbo, Tarquinia e Ronciglione, anche il nostro Comune ha preso una posizione netta ed inequivocabile rispetto a un tema fondamentale come quello dell'acqua. Ora ci aspettiamo che il sindaco si faccia portavoce delle istanze votate dal consiglio comunale chiedendo inoltre di aumentare i giorni di presenza dell'ufficio Talete a Civita Castellana per andare incontro alle esigenze della cittadinanza”.