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Il presidente Bossola in commissione

Paolo Di Basilio
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No a un'ulteriore privatizzazione dell'acqua. No a una gestione allegra delle finanze di Talete. No a un'opaca amministrazione della società idrica. No al rincaro delle bollette senza spiegare il perché. In quinta commissione comunale, quella sulle partecipate di Palazzo dei Priori, è andata in scena la tipica battaglia, in proporzioni minori, che si ha a ogni seduta consiliare. Il tema è caldo. Molto caldo. La Talete, i suoi debiti, il rischio di un'entrata nel capitale sociale di privati (che possano alleviare il debito-monstre di 40 milioni), le questioni occupazionali. Insomma, quella che le minoranze chiamano “operazione chiarezza sulla Talete”. Ebbene, in quinta commissione è stata presentata dalla capogruppo Pd Luisa Ciambella, da Letizia Chiatti di Viterbo 2020 e dal consigliere pentastellato Massimo Erbetti la richiesta di audizione di chi può diradare le nubi sulla Talete: il presidente della spa Andrea Bossola, Pietro Nocchi, il numero uno dell'Ato (Ambito territoriale ottimale, ossia il perimetro amministrativo relativo alla gestione delle risorse idriche), il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, l'assessore alle Partecipate Enrico Contardo. “Come stanno effettivamente le cose nella società per azioni dopo che Bossola ha detto ai sindaci (soci di Talete) di ripianare il debito di 40 milioni?”, si chiede Erbetti: “La nostra paura è che si voglia far entrare qualche socio privato”. Il capogruppo grillino annuncia che a breve ci sarà un'audizione anche in Regione sulla questione della società che gestisce il servizio idrico: “Non è ancora ufficiale, ma la nostra consigliera Silvia Blasi sta preparando un incontro anche nell'apposita commissione in Regione. I cittadini devono essere informati: l'acqua è un bene pubblico che non va privatizzato. Al riguardo c'è anche una legge regionale ma nessuno la rispetta”. Erbetti parla anche dell'aumento delle bollette dell'acqua: “A dicembre 2018, il delegato del sindaco, il capogruppo di Forza Italia Giulio Marini, andò all'assemblea dei soci di Talete e lì fu approvato l'aumento delle tariffe”. In tal modo, con maggiori ricavi si sarebbero aperte le porte di un prestito per ripianare i debiti: “Con l'aumento tariffario Talete avrebbe ottenuto da Arera (Autorità indipendente di regolazione per energia, reti e ambiente, ndr) un fondo perequativo da 35 milioni - precisa Erbetti -. Ma non sappiamo a che punto stia questo processo di ottenimento del prestito”. Chiede lumi anche la dem Ciambella: “Come mai non è più arrivato il finanziamento di Arera, che avrebbe dovuto evitare sia l'intervento dei Comuni con propri fondi che l'ingresso del capitale privato? Inoltre, serve chiarezza sulla situazione dei Comuni commissariati e sui loro ricorsi accolti dal Tar. Chiederemo anche il perché del blocco degli stipendi dei dipendenti, avvenuto ad agosto, e molte altre cose circa la gestione di un bene prezioso e fondamentale qual è l'acqua, che per noi deve rimanere pubblica, come sancito da un referendum. Al riguardo ho chiesto all'assessore Contardo di fissare l'audizione in commissione e sembra che ci sia la disponibilità a convocarla per il 18 ottobre prossimo”.