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Caffeina Christmas Village a Sutri, decisione presa

Paolo Di Basilio
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Il Christmas village 2019 sarà a Sutri. La proposta di Vittorio Sgarbi è stata accettata da Caffeina e dal suo presidente Carlo Rovelli. La scelta ancora non è ufficiale - dovrebbe esserci una conferenza stampa a giorni - ma il dado è tratto: il villaggio di Babbo Natale non animerà più il centro storico del capoluogo, ma andrà a rafforzare l'offerta culturale della cittadina di cui Sgarbi è sindaco. In una lettera aperta ai viterbesi Rovelli spiega le ragioni della decisione. O meglio, le ribadisce, in quanto in questi ultimi giorni sono stati scritti fiumi di parole sulla vicenda che contrappone la Fondazione Caffeina cultura alla Fantaworld. “In questi giorni, in qualità di presidente della Fondazione Caffeina cultura - scrive Rovelli - sono stato fermato e contattato da tantissime persone che mi chiedono perché Caffeina Christmas village andrà via da Viterbo. Andiamo via per salvare la manifestazione, perché siamo stati sconfitti ma non ci siamo arresi a chi, un tempo nostro collaboratore, ha ritenuto di doverci coinvolgere in una assurda guerra fratricida tra due società in passato nostre appaltatrici di lavori (Fantaworld contro Spazio eventi, ndr); guerra che aveva e ha l'unico fine di bloccare le iniziative natalizie fino a che non fossero state risolte le loro private questioni civilistiche”. Rovelli parla della causa giudiziaria, in sede civile, tra Fantaworld e Spazio eventi. Con Fondazione Caffeina soggetto molto interessato. Tutti a vario titolo coinvolti nell'organizzazione del Christmas village. L'oggetto del contendere sono i beni con cui negli ultimi tre anni è stata allestita la cittadella di Babbo Natale nel centro storico viterbese. Fantaworld sostiene di avere acquistato i beni da Spazio eventi, che però di recente li avrebbe ceduti a Fondazione Caffeina. “Da ciò - prosegue Rovelli - è scaturita una strumentale domanda fatta dalla Fantaworld solo il 30 luglio 2019, per organizzare il Christmas village al posto di Caffeina che, come sempre, aveva già presentato domanda già da marzo con tutte le conseguenze del caso in termini di difesa dei nostri diritti. Tale domanda ha portato il Comune di Viterbo all'impasse totale e alla decisione di fare un bando, a oggi non ancora uscito”. Quindi, la decisione di andare via da Viterbo e scegliere Sutri: “Mi hanno costretto a prendere la decisione imprenditoriale di lasciare la mia città, la nostra città, la città di Caffeina”. Ma è un arrivederci più che un addio: “Gli incassi e il successo che otterremo lontano dai veleni del capoluogo ci consentirà di pagare il dovuto ai creditori ancora rimasti e, soprattutto, di salvare la Fondazione. Nessuna vendetta, nessun rancore, solo tanta voglia di lavorare e di tornare presto a casa, magari a partire da un grande festival estivo 2020 rinnovato e ingrandito”.