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Il vincolo blocca le terme di Paliano

Paolo Di Basilio
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Terme di Paliano: se non è tutto da rifare poco ci manca.  Il vincolo della Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio su 1600 ettari di territorio viterbese, oltre ad essersi abbattuto come un meteorite sul settore edilizio cancellando di colpo mezzo milione di metri cubi di nuove costruzioni, ha anche raso al suolo tutti i 15 mila metri di volume residenziale del complesso ricettivo che la Freetime della famiglia Belli sta costruendo nella parte sud ovest della città dei papi. Di sicuro, come conferma il rappresentante della società e presidente dell'Associazione costruttori (Ance), Fabio Belli, il progetto dovrà essere modificato, nella peggiore delle ipotesi rifatto e ripresentato ex novo. Con tutti i tempi burocratici del caso, visto che per approvare il piano attuale c'erano voluti decenni. Peraltro i 15 mila metri cubi di abitazioni in questione nell'ottobre 2016 erano stati già ridotti in Consiglio comunale dagli originari 23.400, in conseguenza di alcuni emendamenti presentati dall'allora capogruppo del Partito democratico Francesco Serra. La doccia fredda per la Freetime è arrivata nei giorni scorsi quando, ottenute dal ministero le 13 tavole allegate al decreto di vincolo apparso il 4 agosto sulla Gazzetta ufficiale, è emerso l'accoglimento solo in minima parte delle osservazioni che il Comune di Viterbo e l'Ance avevano presentato nei confronti del vincolo dell'area denominata “Dal Bullicame e Riello alle Masse di San Sisto”, dichiarata dal ministero dei beni culturali di notevole interesse pubblico. Tanto che il sindaco Giovanni Arena, anche su sollecitazione del senatore di Forza Italia Francesco Battistoni e del consigliere comunale Giulio Marini, ha già preannunciato un ricorso al Tar contro il provvedimento. Analoga strada si accinge a percorrere l'associazione dei costruttori di Unindustria. “Quindicimila metri di cubatura residenziale sono definitivamente persi - spiega l'imprenditore Fabio Belli - mentre la parte termale, dal momento che le norme contenute nel decreto fanno riferimento al Ptpr (piano territoriale paesistico regionale, ndr), dovrebbe essere salva. Il problema, per noi, è capire se in questo momento possiamo utilizzare ancora il progetto già approvato, modificandolo parzialmente e stralciando il volume abitativo, oppure se bisognerà presentare un nuovo progetto, con tutte le conseguenze, ovviamente in negativo, che questo comporta”. Belli non nasconde quindi tutta la sua preoccupazione: “C'è il forte rischio concreto di allungare i tempi, come se quelli che abbiamo atteso finora non fossero stati già abbastanza”. La Freetime, così come farà il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, chiederà per questo motivo un incontro in tempi brevi alla Sopritendenza: “Non è nostra intenzione ricominciare una battaglia attraverso le vie legali - confida Fabio Belli al Corriere-. Noi vogliamo soltanto fare le terme e non presentare ricorsi al Tar, ma molto dipenderà anche dall'atteggiamento che avranno i nostri interlocutori. Speriamo - conclude - che si riesca a trovare un punto d'intesa, nell'interesse di tutti”.