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Senza preside il liceo Ruffini

Paolo Di Basilio
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nche il liceo scientifico Ruffini resta senza preside. Maria Antonietta Biagiola, da poco nominata al posto di Maria Antonietta Bentivegna (da quest'anno in pensione) alla guida dell'istituto di piazza Dante è stata infatti distaccata al ministero. Risultato: una delle due più illustri scuole viterbesi (l'altra è il classico Buratti) si ritrova improvvisamente scoperta. La reggenza, molto ambita, potrebbe essere affidata già oggi: tra i nomi che circolan quelli di Massimo Bonelli, preside del Colasanti di Civita Castellana, e di Paola Adami, dirigente del Fratelli Agosti di Bagnoregio. Con il Ruffini gli istituti viterbesi da affidare a reggenti (le prime nomine sono attese appunto per oggi) salgono quindi a undici: il Pio Fedi di Grotte Santo Stefano, l'Ic di Montefiascone, l'Ic Carmine di Viterbo, il Ridolfi di Tuscania, l'Ic di Bassano Romano, l'Ic di Grotte di Castro, l'Ic di Capranica, il XXV Aprile di Civita Castellana, l'Ic Martini di Caprarola e l'Ic di Fabrica di Roma. Degli ultimi due, il primo andrà in reggenza perché sottodimensionato, l'istituto fabrichese invece perché, dopo il trasloco di Pierina Pelliccioni (che nel valzer degli spostamenti è andata a sostituire la Biagiola all'Ic di Vignanello), la dirigenza è tornata al titolare Enrico Panunzi, il quale è però in aspettativa in quanto consigliere regionale. Dal sindacato Cisl Scuola non nascondono i loro timori per un così massiccio ricorso alle reggenze, e in particolare per la situazione del Ruffini: “Una scuola così prestigiosa - sottolinea la segretaria Brunella Marconi - non può restare senza un titolare, data la complessità gestionale sia a livello didattico che organizzativo. Ma ci preoccupa anche la situazione del Pio Fedi, dal quale dipendono ben 4 plessi: Grotte Santo Stefano, Celleno, Vitorchiano e Graffignano. Quattro plessi vuol dire 4 comuni e 4 sindaci diversi con cui relazionarsi nonché un'infinita di problemi logistico-organizzativi”. Pure a Civita Castellana c'è attesa di conoscere il reggente dell'Ic XXV Aprile: il nome che circola è quello di Alfonso Francocci, che ha diretto la scuola fino ad oggi e che è stato appena nominato alla guida del Midossi. A fronte di queste 11 scuole scoperte, ci sono invece paradossalmente 8 neo dirigenti viterbesi, freschi vincitori del concorso, costretti ad emigrare: Cristina Baleani (a Chioggia), Giovanna Diana (a Mestre), Maria Federici (a Verona), Mariella Ceccarelli (a Mantova), Monica Cavalletti (a Torino), Barbara Mechelli a Lucca), Maria Grazia Di Marco, Roberta Aniello e Paolo Fatiganti (questi ultimi tre tutti in Umbria). “Nel Lazio su 200 scuole scoperte - spiega Brunella Marconi - le immissioni in ruolo finanziate dal Mef sono state solo 107, le restanti vanno quindi in reggenza. Il problema è quindi economico: un preside guadagna circa 2800 euro netti al mese l'indennità di reggenza è di appena 350 euro. Lo Stato ovviamente ci guadagna, i docenti e gli studenti di sicuro un po' meno”.