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Lottizzazione a La Quercia, è scontro

Paolo Di Basilio
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Tre palazzine, di cui solo una già realizzata, una nuova scuola materna secondo alcuni oggi non più necessaria, una fideiussione da un milione e 200 mila euro eventualmente da escutere e un semaforo che rischia di paralizzare una delle arterie principali di Viterbo. Sono gli elementi di un complicato rebus che la maggioranza di Palazzo dei Priori è chiamata in questi giorni a risolvere. Al centro della vicenda c'è una vecchia lottizzazione nella frazione della Quercia: il costruttore, la società immobiliare Il Querceto, ha chiesto all'amministrazione Arena la proroga della convenzione siglata a suo tempo con il Comune non avendo ancora portato a termine tutte le opere. Tra queste c'è una scuola materna, che il piano integrato risalente all'epoca Meroi prevedeva come contropartita di interesse pubblico del via libera alla lottizzazione privata. I lavori non sono però mai iniziati. Da realizzare peraltro ci sono anche due dei tre edifici inseriti nel progetto originario. Di qui l'insorgere di frizioni all'interno della maggioranza, tra chi, come l'assessora ai lavori pubblici Laura Allegrini, è favorevole alla proroga e chi invece, come Fondazione, vuole prima vederci chiaro. Fatto sta che la pratica, già stoppata mesi fa in sede di giunta perché ritenuta di competenza del consiglio, è arrivata giovedì scorso all'esame della prima commissione, che alla fine ha optato per il rinvio dando incarico al segretario generale dell'ente di verificare la legittimità di una proroga. L'alternativa? Escutere la fideiussione da un milione e 200 mila euro sottoscritta all'epoca dalla società a garanzia della costruzione della scuola. Tra coloro che vedrebbe meglio questa seconda opzione c'è il capogruppo di Fondazione Gianmaria Santucci, secondo cui oggi in quella zona una scuola materna non serve più: "Questo progetto ha ormai vent'anni e dall'epoca dell'approvazione le condizioni sono molto cambiate - sottolinea il consigliere comunale -. Alla Quercia non mi sembra che la scuola possa rappresentare oggi un'emergenza, semmai in altri quartieri come per esempio Santa Barbara o Villanova. In ogni caso prima di prendere qualsiasi decisione, in un senso o nell'altro, aspettiamo di vedere le carte. Certo è che la questione mi sembra abbastanza complicata". A complicarla ancora di più è arrivata nei giorni scorsi l'accensione del semaforo in largo Imperatore Federico II, già autorizzato e installato durante la precedente amministrazione Michelini. Un semaforo al servizio della lottizzazione che però sta già provocando rallentamenti su viale Trieste. "Tanto più che si tratta di un semaforo non intelligente - aggiunge Santucci - che scatta a intervalli regolari anche quando non ci sono auto che devono attraversare". Il problema è stato sollevato anche dall'ex assessore ai lavori pubblici Alvaro Ricci durante il consiglio comunale di lunedì scorso.