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Ambulatori poco sicuri, il sindacato vuole i vigilantes

Paolo Di Basilio
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Si è presentata negli ambulatori del distretto di Vetralla e, saltando completamente la fila, ha preteso con modi prepotenti e aggressivi di essere visitata immediatamente dal medico sotto gli sguardi esterrefatti dei presenti. Protagonista dell'episodio una straniera la quale, di fronte ai tentativi dei presenti e del personale sanitario di ricondurla a più miti consigli, ha dato in escandescenze. Alla luce dell'accaduto, il sindacato Nursing Up pone all'attenzione della Asl di Viterbo il problema della sorveglianza nei poliambulatori e in particolare nelle cittadelle della salute come quelle di Vetralla e Civita Castellana, dove episodi di questo tipo non sono rari. “Già a suo tempo sollevammo il problema della vigilanza nei pronto soccorsi come quello di Civita Castellana - dichiara il segretario provinciale Mario Perazzoni -. Se all'Andosilla la situazione è stata risolta, resta il problema dei distretti sanitari che sono del tutto sguarniti. Eppure la sicurezza e l'incolumità dei propri dipendenti dovrebbe stare a cuore a un'azienda che, come abbiamo appreso in questi ultimi giorni, tanto sta investendo nelle cure dei pazienti: si avviano progetti importanti come l'autotrapianto delle cellule staminali e poi ci si perde nelle piccole cose come la sorveglianza negli ambulatori”. Per quanto riguarda la cittadella della salute di Civita Castellana, uno dei poliambulatori più importanti della provincia, il sindacato infermieristico propone di utilizzare la vigilanza in servizio al Sert: “Non chiediamo di assumere un vigilantes per ogni piccola struttura perché sarebbe troppo, ma nelle cittadelle come Civita Castellana, dove gli ambulatori sono 30 è più che mai necessario avere un servizio di guardiania che permetta ai dipendenti di poter lavorare con la necessaria tranquillità”, aggiunge Perazzoni, che torna a sollevare infine anche il problema dei climatizzatori: “Non solo gli spogliatoi femminili dell'Andosilla, dove per legge deve esserci un microclima adatto, ma anche l'ambulatorio di ginecologia di Ronciglione è sprovvisto di aria condizionata come ci segnalano alcune nostre iscritte”.