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Fitofarmaci, regolamento unico per la Tuscia

Paolo Di Basilio
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Un regolamento unico da adottare su tutto il territorio provinciale, per uniformare le norme ed evitare la giungla delle ordinanze, e controlli più serrati attraverso un aumento del personale addetto. Sono queste le soluzioni partorite ieri mattina in Prefettura dagli stati generali sull'utilizzo dei fitofarmaci in agricoltura. Dopo l'incontro preliminare di qualche settimana fa, il tavolo voluto dal prefetto Giovanni Bruno è entrato nella fase operativa, sull'onda anche emotiva dei dati non proprio rassicuranti forniti dagli esperti di Ispra, Istituto superiore di sanità e Asl intervenuti al consiglio comunale straordinario di venerdì scorso. Al di là di qualche tensione e delle scaramucce verbali tra sindaci, alla fine i presenti nella sala Coronas hanno condiviso la proposta del prefetto, che prevede di riprendere in mano il regolamento sui fitofarmaci approvato in Provincia nel 2015, adattandolo al nuovo Piano di azione nazionale (Pan). I sindaci hanno poi sollevato il problema dei controlli: non tutti possono permettersi di pagare gli straordinari ai vigili urbani per mandarli in ricognizione nelle ore notturne come ha fatto a Fabrica di Roma Mario Scarnati. Per questo si cercherà di mobilitare anche altre forze di polizia presenti sul territorio, a cominciare dalla Forestale. Proprio il sindaco di Fabrica e il collega di Gallese Danilo Piersanti sono stati tra i protagonisti della riunione, difendendo a spada tratta le loro rigide ordinanze. Scarnati si è scaldato dopo essersi sentito chiamato in causa dalle parole del prefetto, che in apertura dei lavori aveva invitato gli amministratori a non demonizzare gli agricoltori e ad evitare ordinanze esagerate. "Con la pelle dei cittadini non si gioca", ha replicato il sindaco fabrichese, che è ancora in attesa dei dati richiesti alla Asl e all'Istituto superiore di sanità sull'incidenza dei tumori nel suo territorio. Piersanti ha evidenziato la scorrettezza degli agricoltori che, nonostante l'ordinanza, infrangono le norme. Su Gallese, dove stasera in piazza Castello sul tema dei fitofarmaci si svolgerà un'assemblea pubblica organizzata dal Comune insieme al Biodistretto della via Amerina (fresco di riconoscimento regionale), la guerra di religione tra "precauzionisti" e "riduzionisti" ha assunto, va detto, anche i connotati di una guerra di campanile: la quasi totalità dei terreni coltivati a nocciole presenti sul territorio appartiene infatti a vignanellesi e corchianesi. A loro la ricchezza, a noi i veleni, è un po' la sintesi della storia che fanno in paese. Ma c'è molto campanilismo anche nei battibecchi tra gli amministratori lacustri, con i "vichiani" Mario Mengoni di Ronciglione ed Eugenio Stelliferi di Caprarola che hanno accusato i "vulsinei", guidati dal vicesindaco di Bolsena Andrea Di Sorte, di aver demonizzato le nocciole con la loro messa al bando delle colture intensive.