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Guerra aperta tra Comune e Vigor sulla gestione dello stadio

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Andrea Niccolini
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Sulla gestione degli impianti sportivi Comune di Acquapendente e Vigor sono ai pesci in faccia. Anzi alle pallonate. Tutto nasce dalle contestazioni mosse dall'amministrazione Ghinassi alla società calcistica, fiore all'occhiello dello sport aquesiano, con tanto di conto da saldare in ordine al pagamento delle utenze, 65mila euro il totale, entro 15 giorni. Pena lo “sfratto” sia dal Campo boario che dall'illustre stadio Dario Dante Vitali (negli anni Sessanta e Settanta veniva utilizzato dalle grandi squadre, come per esempio la Fiorentina, per i ritiri). Un'intimazione alla quale il direttivo della Vigor ha risposto picche, rivolgendosi a un legale. Il braccio di ferro, se le due parti non arriveranno a un accordo, finirà probabilmente in tribunale. Di certo c'è che ad Acquapendente in questi giorni non si parla d'altro. La questione tiene banco soprattutto nei bar e nelle piazze, dove in molti paventano la fuga sia della Vigor che di tutte le società sportive ad essa collegate, con conseguenze pesanti per il finora vivacissimo panorama sportivo aquesiano. Dal 2011 la Vigor gestisce entrambi gli impianti in forza di una convenzione decennale. Dalla fine dello scorso anno, però, i rapporti tra Comune - dove ad Alberto Bambini è subentrato Angelo Ghinassi (il quale, al di là della comune appartenenza politica, ha dato diversi segnali di discontinuità nei confronti del predecessore) - e società si sono guastati. La rottura si è consumata alla fine della stagione calcistica, il 10 giugno, quando il Comune si è rivolto ad alcune ditte esterne per alcuni lavori all'interno degli impianti, convocando al contempo una riunione con le società per rendere nota l'introduzione di tariffe per l'utilizzo dei campi. Tutto ciò nonostante una convenzione tuttora in essere con la Vigor (la scadenza è fissata per il 2021). A questo punto il direttivo della società ha reagito. E' iniziata quindi una trattativa con il Comune che però si è risolta in un nulla di fatto. La resa dei conti è scattata in questi giorni, con la richiesta del Comune alla Vigor di saldare le utenze (gas, luce e acqua) degli anni pregressi (pagamenti non dovuti secondo la società), per un totale di 65mila euro, con annesse contestazioni per una serie di lavori ai quali la Vigor, ad avviso dell'amministrazione, non avrebbe ottemperato. E con annesso ultimatum: 15 giorni per mettersi in regola oppure il Comune agirà legalmente. Un diktat al quale la Vigor, che comunque sta valutando l'ipotesi di un trasloco altrove, non intende sottostare. “Non è nell'interesse di nessuno arrivare a una guerra nelle aule di un tribunale”, affermano da ambienti vicini alla società.