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Viterbo, Landolfi assolto. L'avvocato Serena Gasperini: "Adesso deve riprendere a vivere" | Foto

Valeria Terranova
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Andrea Landolfi è tornato in libertà a poche ore dalla sentenza. Il 32enne, assolto con formula piena dall’accusa di omicidio volontario e omissione di soccorso per la morte della fidanzata 26enne Maria Sestina Arcuri, intorno alla mezzanotte di lunedì scorso è stato accompagnato fuori dal penitenziario di Regina Coeli dai propri difensori, gli avvocati Serena Gasperini e Daniele Fabrizi. “Questo è il risultato quando si vogliono mistificare le fonti delle prove – ha commentato a caldo l’avvocato Gasperini-. Prove che nel dibattimento sono apparse chiare e palesi a favore della difesa e del nostro assistito. Andrea non appena lo abbiamo preso per mano e portato fuori dal carcere era sicuramente frastornato. Adesso cercheremo di farlo riavvicinare al figlio. Per lui è arrivata l’ora di ricominciare a vivere e di pensare a ricostruirsi una vita”.

 

La corte d’Assise, presieduta dal giudice Eugenio Turco, affiancato dal giudice Roberto Colonnello a latere, e composta da 6 giudici popolari, dopo più di 10 ore di camera di consiglio, al termine della lettura del dispositivo ha stabilito l’immediata scarcerazione del 32enne, che è tornato libero dopo quasi due anni di reclusione. Il giovane è stato condannato a 4 anni solo per il capo di imputazione che riguarda le lesioni cagionate alla nonna Mirella Iezzi la notte tra il 3 e il 4 febbraio del 2019. I famigliari del ragazzo sono scoppiati in lacrime e si sono stretti in lunghi abbracci, una volta aver ascoltato le parole del presidente Turco intorno alle 20.10 di sera che decretavano la fine del processo di primo grado con un’assoluzione “perché il fatto non sussiste o perché non costituisce reato. In aula erano presenti anche i parenti della 26enne, assistiti dall’avvocato Vincenzo Luccisano, il quale a giugno, durante la propria arringa in occasione della discussione, aveva chiesto che il ragazzo venisse condannato all’ergastolo.

 

“Anche noi siamo genitori e credo sia più rispettoso rimanere in silenzio che non scadere nella retorica – ha dichiarato l’avvocato Fabrizi. Tuttavia, ritengo che noi difensori non abbiamo mai mancato di rispetto ai familiari della povera Sestina. Siamo stati molto cauti anche quando li abbiamo controesaminati, in quanto ci rendevamo perfettamente conto di quello che stavano provando. Esprimere soddisfazione per l’assoluzione di Andrea pertanto non significa in alcun modo mancare di riguardo nei confronti della sofferenza della famiglia di Sestina perché siamo di fronte al fatto di aver scongiurato un’altra tragedia. Non è sempre semplice per i giudici emettere una sentenza di assoluzione tanto più quando si è costruito un personaggio mostruoso. Questo tante volte avviene anche involontariamente, anche se in questo caso non è stato così. Non dev’essere stato affatto facile soprattutto per i giudici popolari, perché in qualche modo avranno avvertito la delicatezza della questione, visto anche il battage mediatico. Ma hanno dimostrato di aver ragionato in maniera equilibrata e con la giusta distanza sui dati oggettivi e sulle risultanze istruttorie”. Invece, in merito alle prime reazioni dell’ex pugile all’esterno di Regina Coeli, il legale ha proseguito riferendo che Landolfi, seppur intontito, è sembrato molto lucido. “Andrea tutto sommato sta bene, ci credeva e ci ha sempre parlato del figlio – ha affermato il difensore-. L’ha vissuta come la peggiore delle privazioni”.