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Coronavirus Viterbo, duemila euro di multe nella prima notte di coprifuoco. Le foto

Beatrice Masci
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La prima sera di coprifuoco si è conclusa con sette multe, per un totale di circa duemila euro, e un locale che resterà chiuso per i prossimi cinque giorni. Il tutto, nei dieci minuti successivi all’ora x: mezzanotte.

Multate le persone che dopo l’orario consentito erano ancora in strada e si dirigevano verso casa. Qualcuno, in verità, è riuscito a farla franca, sfuggendo alle forze dell’ordine con la complicità di qualche inquilino dei palazzi del centro che ha “ospitato” i ritardatari per il tempo necessario a far transitare le pattuglie di polizia e carabinieri.

A parte ciò, la prima serata del coprifuoco, parola nota solo a chi ha vissuto durante la guerra, è stata archiviata senza troppi problemi. Non certo senza un briciolo di amarezza, se non rabbia o in alcuni casi rassegnazione, dei titolari dei locali, che, dopo i mesi primaverili, avevano pensato di poter risollevare la testa e forse gli affari. Ma il Covid non perdona, per cui, tutti a casa a mezzanotte.

Orario in cui la città è stata attraversata solo dalle forze dell’ordine. Vedere San Pellegrino oppure piazza del Plebiscito illuminate dai lampeggiati di polizia e carabinieri ha fatto un certo effetto. In giro, dopo la mezzanotte, si sono viste solo divise.

I carabinieri hanno messo in campo dodici militari con sei auto, presenti inoltre sei militari dei Nas e due unità cinofile. Presente anche il comandante provinciale dell’Arma Andrea Antonazzo. In punti strategici si sono viste anche almeno tre auto della polizia. Non sono mancati agenti e militari in borghese.

Presidiati tutti i luoghi della movida: via Cardinal La Fontaine, piazza del Plebiscito, viale Marconi e piazza del Teatro. Nei giorni precedenti il sindaco, in vista del primo giorno di coprifuoco, ha fatto il punto con le forze dell’ordine.

Da ricordare che chi esce dopo la mezzanotte lo può fare per motivi di lavoro, salute oppure per comprovate esigenze. Importante è avere a portata di mano l’autocertificazione che attesta tali motivi. La necessità di evitare assembramenti è dovuta all’alto numero di contagiati che quotidianamente si scoprono attraverso i tamponi. La speranza è che la situazione non peggiori e che non si arrivi a un ulteriore giro di vite.