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Viterbo, l'ultimo saluto alla marchesa Costanza Afan de Rivera|FOTO

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Celebrati ieri pomeriggio a Roccalvecce i funerali della marchesa Costanza Afan de Rivera Costaguti, figlia del marchese Achille Belloso Afan de Rivera Costaguti e Giulia Florio - la coppia più celebrata della belle epoque italiana - e ultima nipote e discendente di Ignazio e Franca Florio. La nobildonna romana è morta martedì scorso all’età di 70 anni nella casa di famiglia di Roccalvecce, frazione del capoluogo della Tuscia, dopo aver lottato a lungo contro una malattia. L’impegno della sua vita è stato quello di custodire e tramandare la memoria dei suoi genitori, i cui nomi oggi sono ricordati nel Giardino dei Giusti, in Israele, per aver dato rifugio nel loro Palazzo a moltissimi ebrei romani durante le persecuzioni razziali del 1943. 
Afan de Rivera, che viveva quasi stabilmente a Palermo, aveva ricevuto dal sindaco Leoluca Orlando la cittadinanza onoraria del capoluogo siciliano, cui era molto legata tanto da avere espresso il desiderio di essere sepolta nella tomba della famiglia materna, i Florio, al cimitero di Santa Maria di Gesù. “Le famiglie vere sono come certe foreste, tanti alberi che in realtà sono un tutt’uno, polloni aggrappati a un medesimo ceppo d’origine immemore. Una segreta radice si estende sotterranea, genera e nutre figli distanti nello spazio, geneticamente identici. La morte del singolo perciò è solo apparenza, la sua linfa non cessa mai di scorrere e riaffiorerà inaspettatamente, prima o poi, nell’ininterrotto fluire del tempo. Così siamo noi, i Florio”, aveva detto Costanza Afan de Rivera in un’intervista rilasciata lo scorso agosto all’Adnkronos, a proposito dell’uscita del suo libro “L’ultima leonessa. La vita di Giulia Florio, mia madre” edito da Sperling & Kupfer, nel quale raccontava la figura forte, ma schiva della madre. Donna Costanza, come veniva affettuosamente chiamata, era stata consigliere comunale del Movimento Sociale Italiano tra il 1993 e il 1997 nell’allora prima circoscrizione di via Giulia a Roma. Ai funerali erano presenti tanti esponenti della nobiltà romana ma anche persone comuni, che Donna Costanza aveva conosciuto nel corso degli anni durante il suo soggiorno nel Castello Costaguti di Roccalvecce.