Intervista alla candidata sindaco civico alla vigilia del ballottaggio

Chiara Frontini, il terremoto del primo turno: così ripulirò Viterbo

Buche, sporcizia e immigrazione i primi cavalli di battaglia

Un po' grillina, un  po' di sinistra, ma era assessore del centrodestra. Ecco la candidata multicolor che se la gioca a sorpresa con il centrodestra nella città dei Papi

20.06.2018 - 13:37

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Alla vigilia del primo turno non molti scommettevano su di lei. Invece Chiara Frontini è stata la sorpresa. Come ce l'ha fatta?

“Stando tra le persone. Il nostro valore aggiunto è stato sempre il contatto umano con la gente. In mezzo alla gente ci siamo stati negli ultimi 6 anni. C'eravamo anche quando non era campagna elettorale, per questo i viterbesi ritengono il nostro progetto più credibile di altri”.

Cosa le chiedono i cittadini?

“Pulizia, perché Viterbo è bella ma sporca. Sicurezza e lotta al degrado. Sviluppo turistico”.

E come pulirà Viterbo?

“Ristrutturando l'appalto dell'igiene urbana che andrà al rinnovo in settembre. Bisogna rivedere i meccanismi di controllo della raccolta differenziata e investire sull'educazione dei cittadini: ciò che è mancato in questi 5 anni. Tra l'altro Viterbo è anche l'unica città in cui da quando è entrata in vigore la raccolta differenziata è aumentata pure la tariffa. Di solito più differenzi meno paghi, qui no”.

Scommettiamo che nel suo programma c'è anche una voce “buche”?

“Assolutamente sì perché si tratta di un'emergenza. Tappare le buche sarà una delle cose che faremo nei primi cento giorni. Aumenteremo i fondi per la manutenzione ordinarie delle strade dagli attuali 100 mila euro a 300 mila. Poi, a partire dal bilancio 2019, programmeremo una serie di interventi strutturali di rifacimento della pavimentazione stradale, partendo da quelle principali o più dissestate”.

Non pensa che il problema delle buche sia dovuto agli appalti al massimo ribasso?

“Esattamente. Ci sono due tipologie di appalto: il massimo ribasso e la migliore offerta. Quest'ultima richiede più sforzi agli uffici dovendo entrare nel merito dell'offerta tecnica. Ma se noi vogliamo dare ai cittadini un servizio efficiente dobbiamo privilegiare, ove possibile, la migliore offerta, magari spendendo il 5%-10% in più, ma senza doverci rimettere mano per 20 anni”.

I dipendenti comunali sono un ostacolo o una risorsa?

“Senza ombra di dubbio una risorsa. Sono stati in passato un ostacolo per il semplice fatto che non venivano valorizzati e non venivano condivisi con loro gli obiettivi. Il personale va motivato”.

I suoi avversari puntano su sicurezza e immigrazione. Lei no?

“Un nostro progetto si chiama 'Viterbo città sicura'. La nostra proposta, più che sul controllo e la repressione, si basa su un approccio integrato al problema, in cui i luoghi sono illuminati e vissuti. Dove c'è vita, dove ci sono negozi aperti, il degrado si ferma. Un caso lampante è Pratogiardino, che era diventato luogo di degrado e di spaccio. Nel momento in cui la cittadinanza si è riappropriata di quel parco, Pratogiardino è tornato a vivere e il degrado è scomparso. E' la stessa politica che intendiamo applicare al centro storico. L'immigrazione, è un problema che va affrontato in modo serio concertando con la prefettura gli interventi. In questi anni abbiamo criticato il sindaco Michelini perché si è completamente prostrato a qualsiasi decisione della prefettura. Per il futuro dobbiamo lavorare per rientrare nelle quote di legge ed è auspicabile superare il modello ghettizzante dei centri di accoglienza straordinaria puntando sull'accoglienza diffusa. Sono convinta che, se diventerò sindaco, tra il Comune e il prefetto si creerà una sinergia che porterà alla soluzione del problema”.

Giovanni Arena parte da una posizione di netto vantaggio...

“Noi siamo fermamente convinti di vincere. Perché abbiamo il polso della città, che vuole il cambiamento. Viterbo è pronta anche ad avere il primo sindaco donna. Domenica si confronteranno due modelli diversi di governo: uno di palazzo, delle coalizioni, dei contrappesi e dei bilancini. E un modello della strada basato sulle competenze: un uomo di cultura alla cultura (Antonozzi, ndr), un urbanista all'urbanistica (Petroselli, ndr) e un esperto di marketing turistico al turismo (Franco, ndr)”.

E’ il governo dei tecnici...

“E' il governo dei competenti, che è cosa diversa”.

Lei dice che in passato hanno tutti fallito. Anche la giunta Gabbianelli?

“Fare paragoni rispetto a 15 anni fa è difficile, perché le condizioni sono diverse. Oggi un amministratore deve essere prima di tutto un fundraiser, un cercatore di fondi. Ci sono vincoli di bilancio che prima non c'erano. Pensiamo anche alla capacità di spesa e di contrarre mutui di un tempo. Oggi di quella stagione paghiamo anche scelte folli, come gli 800 mila euro l'anno di interessi sui debiti contratti dalla giunta Gabbianelli"

In città si dice da tempo che dietro di lei ci sia l'ex sindaco.

“Di me se ne sono dette tante, soprattutto in questi ultimi tempi. E' stato detto anche che sono stata arrestata davanti ai seggi, qualcuno addirittura che Gabbianelli sarebbe mio padre. L'unica arma di fronte a queste chiacchiere è l'ironia. Se poi Gabbianelli mi ha votato sono felice”.

La Regione è guidata da un Pd. Al governo c’è la Lega. Pensa che la ascolteranno mai se vince?

“Io voglio essere una donna delle istituzioni e non voglio pensare che un sindaco di un comune capoluogo non possa avere udienza in Regione o a Palazzo Chigi solo perché di un altro colore politico, anche se non vivo nel magico mondo di Little Pony. E comunque: gli ultimi 5 anni, così come i 5 precedenti sono stati caratterizzati dall'omogeneità politica a tutti i livelli, comunale, regionale e nazionale. E guardate Viterbo come è ridotta”.

Adesso mi ha incuriosito. Che succede nel magico mondo di Little Pony?

E' quello dove tutto va bene e c'è la famigflia del Mulino Bianco. Ma sappiamo bene che non è così e se andiamo al governo della città dobbiamo conoscere e anche contrastare dove necessario, certe dinamiche...

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