Catalogna, Madrid ritira mandato arresto europeo per Puigdemont

Il Belgio probabilmente avrebbe bocciato diversi capi d'accusa

06.12.2017 - 13:00

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--- ripetizione con testo corretto ---

Roma, (askanews) - Nuovo colpo di scena nella complessa battaglia politico-giudiziaria fra lo Stato spagnolo e il fronte indipendentista in Catalogna: il giudice istruttore del Tribunale Supremo spagnolo Pablo Llarena ha deciso di ritirare il mandato d'arresto europeo

nei confronti dell'ex presidente catalano Carles Puigdemont e di

quattro dei suoi ex-ministri: Antonio Comìn, Lluìs Puig,

Meritxell Serret e Clara Ponsatì, che si trovano in Belgio, e ha

comunicato la sua decisione alle autorità belghe.

Formalmente Llarena ha motivato la sua inattesa decisione col fatto che i cinque indipendentisti hanno detto che torneranno in Spagna per partecipare alle elezioni regionali del 21 dicembre. Fonti giudiziarie hanno spiegato che in Spagna resta valido il mandato d'arresto nazionale e che i cinque verranno arrestati quando varcheranno il confine del Paese.

Il problema di fronte a cui si è trovata la giustizia di Madrid è che il Belgio avrebbe probabilmente respinto alcuni capi d'accusa contenuti nel mandato europeo chiesto dalla Spagna - in particolare quelli per "ribellione" e "sedizione", delitti in Belgio non perseguibili come tali - il che avrebbe costretto a ridimensionare le imputazioni contro Puigdemont e gli altri quattro ex ministri. Questo avrebbe creato una disparità con i restanti membri dell'ex governo catalano e leader della società civile che sono indagati in Spagna - di cui quattro sono tuttora in custodia cautelare in carcere.

Ma c'è anche un'altra lettura della decisione del giudice istruttore, in un processo che ha forti implicazioni politiche: dopo il referendum popolare e il voto del parlamento catalano sull'indipendenza, entrambi proibiti e dichiarati illegali da Madrid, il governo centrale spagnolo di Mariano Rajoy ha revocato il governo regionale catalano, sospendendo l'autonomia della Catalogna e ha indetto elezioni regionali anticipate per il 21 dicembre. Secondo il fronte indipendentista, che considera i leader detenuti in carcere come prigionieri politici, un diniego di estradizione da parte del Belgio avrebbe quindi rappresentato una sconfitta politica per l'esecutivo di Madrid, che appoggia partiti centralisti nelle prossime elezioni.

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