Un titolo involontariamente profetico

Ecco cosa è accaduto in questi due mesi: il Pd si è davvero biodegradato

Non è un partito che è venuto meno: è finita l'Italia delle oligarchie al comando. E non è affatto un male

26.06.2018 - 16:27

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Nei primissimi giorni in cui ero diventato direttore del Corriere dell'Umbria e dei Corrieri di Siena, Rieti, Viterbo e Arezzo mi scappò un titolo irriverente che a vedere quel che è accaduto in questi giorni è divenuto profetico (e non lo immaginavo). Il titolo- il 5 gennaio- era "Il Pd è biodegradabile", e ovviamente non era riferito alla liquefazione di quel partito a cui abbiamo assistito dal 4 marzo ad oggi. Mi riferivo alla vicenda dei sacchetti biodegradabili per la conservazione degli alimenti, fatti pagare ai consumatori grazie a una norma non annunciata che li aveva fatti infuriare. Una piccola cosa (2 centesimi), che però aveva fatto infuriare la gente e che dimostrava come il partito che guidava il governo avesse una capacità particolare di infilarsi in casini perfettamente evitabili. Il giorno dopo molta gente che ho incontrato in Umbria mi ha messo in guardia: "esagerato quel titolo, troppo irriverente. Stai attento perché da queste parti il Pd è un sistema di potere consolidato e non accetta prese in giro: E anche i lettori...". Non me ne sono preoccupato, anche perché si trattava solo di una battuta e non mi ci è voluto molto per capire come la gente in giro sia assai più libera e intelligente dei suoi presunti interpreti che un sistema di potere sì avevano messo in piedi. Ma ormai solo a protezione delle proprie auguste terga: per agli altri non c'erano più soldi e attenzioni disponibili. Però non credo che sia il funerale del Pd quello deciso dagli elettori italiani, e se così dovesse essere me ne dispiacerebbe perché in questo paese sono importanti idee e ideali che appartengono alla sinistra più genuina. Penso che invece in questo 2018 sia avvenuta la frattura forse definitiva fra gli italiani e una classe dirigente che li guidava sempre e comunque avendo il potere strettamente nelle sue mani, chiunque vincesse le elezioni. Anche se Matteo Renzi aveva suscitato qualche speranza, alla fine il suo Pd è diventato l'ultimo appiglio della conservazione del potere da parte di quelle oligarchie che hanno governato l'Italia a dispetto degli italiani. Oggi- senza capire- si dice "populismo" pensando a un manipolo di pazzi mezzi fascisti. Invece la frattura che si è consumata è quella fra popolo e quel gruppo di ottimati che lo guardava con disprezzo definendolo come ha fatto Eugenio Scalfari "popolino": gente che non sa che cosa vuole, e che ha bisogno dei saggi che sanno al posto loro. E' dal dopoguerra che l'Italia è guidata da salotti di pensatori più o meno illuminati, industriali, registi, attori, economisti che si riuniscono in cenacolo e stabiliscono cosa è il bene e cosa è il male. Cenacoli come quello che si è ritrovato prima intorno all'Espresso, poi intorno a Repubblica, che non è stato un giornale, ma una delle principali oligarchie governanti in Italia: gli Scalfari, i Carlo De Benedetti e la corte diu giullari, magistrati e intellettuali che si sono portati appresso. Lì sono stati inventati i Ciriaco De Mita, i Romano Prodi, i Carlo Azeglio Ciampi, gli Antonio Maccanico, i Walter Veltroni, e tanti altri fino allo stesso Renzi da mettere in prima fila. Chi ha provato a smarcarsi da loro è sempre stato buttato via come un cencio, distrutto in poche mosse. Ecco, questa Italia forse nel 2018 dopo tanti e tanti anni si è biodegradata. E non è mica un male...

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