Forum con il candidato sindaco del centrodestra

Con me Viterbo non si Arena più

Ripulisco la città per Santa Rosa, poi cerco di rilanciare il turismo termale

Giovanni Arena (quanto si può giocare con il suo cognome!) che se la deve vedere con una giovanissima avversaria, punta sulla sua esperienza che lo ha visto anche commissario dell'Arpa. E spiega la sua ricetta per la città

21.06.2018 - 16:12

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La sua candidatura è stato un parto travagliato, con la Lega che a Viterbo, come altrove, ha fatto la parte del socio di maggioranza. Però poi la quadra su di lei, Giovanni Arena, il centrodestra l'ha trovata...

“Ognuno ha giocato la sua partita. Alla fine si è trovata un’intesa sul sottoscritto, credo per l’impegno che ho dimostrato negli anni e forse anche per le capacità di mediazione. La Lega, devo riconoscerlo, oggi mi sta dando veramente manforte”.

Il difetto che molti le attribuiscono è quello di essere un politico di vecchio stampo per i tempi smart di oggi.

“L’importante è avere un giusto mix: l’esperienza non è qualcosa che si compra al mercato e io di esperienza credo di averne abbastanza: non solo come amministratore ma anche come commissario dell’Arpa. Sono stato anche consulente nella commissione bicamerale d’inchiesta sulle ecomafie. Queste esperienze sono un valore aggiunto. Che poi il criterio per scegliere i candidati debba essere l’anagrafe la trovo un’idea singolare. L’importate è la squadra e io punto su una squadra composta all'80% da giovani alla prima esperienza”.

La squadra. E’ stato complicato farla? C’erano voci di tensioni...

“Non direi, ogni partito ha presentato il meglio che poteva e i risultati si sono visti. A livello di preferenze ce ne sono stati di eccezionali, come quelli di Micci e la Sberna. Significa che abbiamo dei veri rappresentanti della città”.

Qual è la prima emergenza?

“Il decoro della città. Per poter intervenire però bisognerà capire prima su che macchina stiamo salendo. L’assetto burocratico amministrativo del Comune è ridotto ai minimi termini, su una dotazione di 11 dirigenti oggi ce ne sono 3. Abbiamo una macchina con le gomme bucate e senza benzina. Luglio e agosto saranno dedicati al rimetterla in moto per arrivare preparati alla festa di Santa Rosa. Cura stradale e manutenzione del verde saranno i primi interventi di questa estate”.

Con quali soldi?

“Ho già fatto una ricognizione all’interno del settore lavori pubblici. Sta per partire un lotto di asfaltature, altri due partiranno tra luglio e agosto grazie ai circa 3 milioni di euro che erano stati destinati alla viabilità aeroportuale e che sono stati recuperati. Su questo non mi prendo ovviamente i meriti della vecchia amministrazione”.

Secondo lei come mai le strade a Viterbo, ma un po’ ovunque, sono piene di buche?

“Il problema è che non si riescono a trovare risorse per la manutenzione ordinaria. Un capitolo che dovrebbe essere rimpinguato ogni anno. Invece si interviene solo quando le strade sono al limite della decenza”.

Non c’è anche un problema di appalti al massimo ribasso?

“E’ il tasto dolente. Rifare le strade a regola d’arte, raschiando la base, significa spendere il doppio. E allora l’amministratore ricorre di solito al rattoppo. Si spende di meno e si asfalta di più, facendo contento il cittadino. Nell’immediato però, perché poi sul lungo termine la toppa si rivela peggiore del buco”.

Quando parla di decoro intende anche la pulizia delle strade, in particolare quelle del centro...

“Nel centro storico la sporcizia si nota ancora di più. In questo caso dovremo anche verificare quanti residenti sono in affitto a nero. Senza questo censimento, è difficile poi risalire a chi, non essendoci cassonetti, abbandona le buste per strada. Anche con il nuovo appalto dell’igiene urbana dovremo migliorare i servizi. Il punto debole di quello vecchio sono state le isole di prossimità, che hanno creato almeno discariche a cielo aperto attorno ai cassonetti, costringendo la ditta appaltatrice a interventi aggiuntivi con aggravio di costi e contenzioni con l'amministrazione”.

Si vede che lei non è un candidato della Lega. Non ha messo i migranti e la sicurezza tra le emergenze...

“Il problema c’è anche a Viterbo, che deve essere una città accogliente, come è sempre stata, nel rispetto però delle regole. Intanto verificheremo se i parametri sono rispettati e se i migranti seguono i percorsi di integrazione previsti. Quello che dà fastidio è vederli ciondolare fuori dei supermercati o dei bar. Combatteremo l’accattonaggio molesto. Faremo le ordinanze ma verificheremo anche la provenienza di queste persone, che spesso arrivano tutte insieme la mattina col treno da Orte e poi la sera se ne tornano a casa. Sul versante criminalità, premesso che i dati di Viterbo sono nella media, aumenteremo la videosorveglianza e istituiremo la figura del poliziotto di quartiere”.

Ritiene che Viterbo ci sia anche un’emergenza lavoro?

“A Viterbo purtroppo non ci sono industrie, se non quella turistica legata in particolare al termalismo: dovremo incentivare tutto quel mondo dell’artigianato locale, delle botteghe dell’arte ed enogastronomiche, del commercio dentro la cinta muraria che ruota attorno al turismo. Bisognerà anche incrementare l’offerta ricettiva se vogliamo uscire dal tradizionale turismo mordi e fuggi: i bed and breakfast non bastano”.

La pressione fiscale com’è?

“Siamo ai massimi livelli. Abbiamo tasse comunali pesanti senza servizi all’altezza”.

Il grande tallone d’Achille di questo territorio è il suo isolamento. Sul fronte dei collegamenti, la nuova giunta cosa può fare?

“La giunta non ha competenze in materia di infrastrutture, ma credo che sia arrivato il momento di iniziare a ragionare anche sul raddoppio della Cassia”.

In questi giorni circolano nomi di potenziali assessori. C’è già una squadra pronta e quali saranno i criteri nella scelta?

“Preso come sono dalla campagna elettorale, non sono stato coinvolto ancora nelle discussioni interne dei partiti. C’è stata un’intesa a Roma sul vicesindaco alla Lega, per il resto mi incontrerò con i responsabili dei partiti e farò poi le mie valutazioni sulla base della rosa di nomi che mi forniranno. Sicuramente un criterio sarà quello del consenso ottenuto, tenendo però conto delle specificità delle singole persone”.

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