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Domenica 19 Febbraio 2017 | 22:25

VETRALLA

Zuffa per un apprezzamento di troppo a una ragazza, tre condanne

Zuffa per un apprezzamento di troppo a una ragazza, tre condanne

Una sanguinosa rissa scoppiata in un locale di Vetralla a causata da un apprezzamento di troppo a una ragazza con almeno due ragazzi rimasti a terra sanguinanti a causa delle lesioni riportate durante la zuffa. Per quei fatti avvenuti nel gennaio del 2011 sono finite a processo cinque persone 2 romeni e 3 italiani. Il giudice Silvia Mattei alla fine ha assolto due degli imputati - che agli esiti dell’istruttoria sono risultati vittime di un’aggressione - mentre ha condannato gli altri 3 alla pena di 6 mesi di reclusione oltre al risarcimento di uno dei coimputati assolti che rimase seriamente ferito durante la rissa. Per tutti il reato contestato era rissa. Gli imputati condannati dovranno dunque risarcire il ragazzo rimasto ferito, i danni saranno quantificati in separata sede anche se il giudice ha previsto una provvisionale di 3.000 euro.
I fatti avvennero nel gennaio del 2011. Due comitive erano all’interno del locale quando iniziò una violenta zuffa tra un gruppo di taliani e alcuni romeni che, stando alle testimonianze rese in aula da diversi protagonisti avevano importunato una ragazza. Da quello che è emerso uno di loro ha fatto un pesante apprezzamento alla giovane scatenando gli amici che erano con la ragazza che sono andati subito in sua difesa. Ne è nata una rissa dai contorni poco chiari. Infatti alla fine, dopo l’intervento dei carabinieri sono stati denunciati anche due ragazzi che avevano avuto un ruolo passivo durante la zuffa. Come è stato dimostrato dai difensori uno era stato aggredito da tre persone mentre l’altro si era inserito solo per dividere le persone che si stavano pestando all’interno del locale.
Il pm alla fine della requisitoria aveva concluso per l’assoluzione della vittima dell’aggressione e aveva chiesto 3 mesi di pena per tutti gli altri. Il giudice ha emesso solo tre condanne raddoppiando la pena proposta dalla pubblica accusa. Le motivazioni tra 60 giorni.

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