Lavoratori in nero al mattatoio, la rabbia degli operatori in regola

Tuscania

Lavoratori in nero al mattatoio, la rabbia degli operatori in regola

27.01.2017 - 13:21

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Nei giorni scorsi i carabinieri di Tuscania, in collaborazione con i colleghi del nucleo Ispettorato del lavoro di Viterbo, hanno eseguito una serie di controlli e verifiche in alcune aziende e attività commerciali, “riscontrando irregolarità di carattere penale ed amministrativo”.
In particolare, sono stati scoperti dieci lavoratori irregolari nel corso del controllo al mattatoio della cittadina, tra i quali anche un cittadino extracomunitario che non aveva il permesso di soggiorno, nei confronti del quale sono state avviate le procedure di espulsione dal territorio nazionale. Un altro dipendente, seppure regolarmente assunto, “veniva giornalmente impiegato oltre il normale orario di lavoro senza ricevere alcun compenso”.
Le multe elevate ammontano a 45mila euro circa, come previsto dalle norme di settore. A carico del titolare inoltre, un 57enne di Tuscania, è scattata la denuncia penale per il reato di assunzione irregolare di manodopera straniera, oltre alla sospensione cautelare dell'attività che resterà chiusa sino al pagamento di una maxi-sanzione.
La notizia ha destato perplessità e suscitato molti malumori in provincia nel vasto settore delle carni. Sono tante le aziende, che si occupano di carni fresche e lavorate, e che operano nel pieno rispetto di tutte le leggi, e i cui responsabili, a fronte di situazioni come quelle portate alla luce dai carabinieri, esprimono sdegno e preoccupazione. Prima di tutto la preoccupazione, perché - come ci spiega un importante imprenditore - lavoratori in nero in un mattatotio significa anche che questi lavoratori non vengono sottoposti alle visite annuali obbligatorie, e per persone che di lavori maneggiano carni non p tanto normale. Anzi, potrebbe essere pericoloso dal punto di vista igienico-sanitario.
Le aziende del settore sono infatti tenute ad effettuare visite annuali ai loro dipendenti, che comprendono uno screening completo dello stato di salute del lavoratore; ma se il suddetto è “in nero”, ovviamente niente visita. E se quel lavoratore avesse contratto una qualche malattia trasmissibile, questa potrebbe non essere evidenziata.
C’è poi l’aspetto della concorrenza sleale, che molti operatori del settore lamentano, perché chi è ligio alle regole spende di meno rispetto a chi le ignora.
E sono forti le critiche nei confronti dei controlli sanitari, che a detta di molti operatori avrebbero dovuto impedire - prima dei carabinieri - quanto è accaduto a Tuscania.

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